Cipe approva 23,4 miliardi per le strade italiane

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Il 7 agosto 2017, l’organismo per la programmazione economica ha approvato il contratto di programma 2016-2020 dell’Anas per la manutenzione e la costruzione di strade.

Questo contratto con l’Anas introduce una programmazione pluriennale, mentre finora era stabilita annualmente. Nel quinquennio 2016-2020 sono disponibili 23,4 miliardi di euro, che in buona parte sono già finanziati. 6,4 miliardi provengono dalla Legge di Stabilità 2016, mentre il resto arriva da altre risorse e dai nuovi Fondi per lo Sviluppo e la Coesione. Inoltre, la Finanziaria 2017 porterà ulteriori stanziamenti. A questi si aggiungono 6,1 miliardi già stanziati e in corso di esecuzione, portando il totale a 29,5 miliardi.
Un’altra innovazione di questo contratto è il passaggio dalla logica del contributo a quella del corrispettivo, che prevede l’applicazione di penali sulla qualità del servizio e sulle modalità di attuazione degli investimenti, ossia nell’esecuzione e nella progettazione definitiva ed esecutiva. Inoltre, l’Anas si assume i rischi delle opere dal momento del progetto definitivo.
Il piano investimenti comprende 8,4 miliardi di euro per completamento di itinerari; 10,4 miliardi per interventi di manutenzione straordinaria, comprese opere di messa in sicurezza; 4 miliardi per nuove opere; 400 milioni per interventi di ripristino della viabilità statale e locale danneggiata dal sisma del 2016; 200 milioni per altri investimenti. Il ministero dei Trasporti spiega che “le priorità di intervento, sia sul fronte della manutenzione straordinaria, sia su quello delle nuove opere, sono state individuate sulla base di criteri quali l’analisi della rete e dei relativi fabbisogni infrastrutturali, l’analisi del traffico e dell’incidentalità, i benefici trasportistici”.
Per quanto riguarda la distribuzione per area geografica, il 56% degli investimenti previsti nel piano interesserà le regioni del Sud Italia e le Isole per un totale di circa 12,9 miliardi, il 24% riguarderà il Centro Italia per un totale di circa 5,7 miliardi, il 19% sarà destinato al Nord per un totale di circa 4,4 miliardi e l’1% sarà destinato alla copertura di danni ed emergenze.

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