Incoerenza e inconcludenza sempre più caratteri distintivi di qualche rappresentante dell’autotrasporto.

autotrasportoa cura de Il Pragmatico

Stiamo vivendo, ormai da diversi anni, una crisi  economica senza precedenti. Numerose imprese hanno dovuto chiudere i battenti in quanto non ce l’hanno fatta a restare sul mercato; tante altre hanno deciso di espatriare nel tentativo di salvare la propria attività, cercando di recuperare il forte deficit di competitività che le separano dai concorrenti esteri e  provando a conquistare volumi di traffico che il mercato interno ormai non può più offrire. La stretta creditizia, che per l’autotrasporto è ancora più pesante che per altri settori,  l’oppressione fiscale e le crescenti difficoltà crescenti fenomeni di abusivismo, ci pongono di fronte alla situazione  più drammatica che la storia recente del nostro paese abbia mai visto.
Le confederazioni delle imprese, ma anche quelle dei lavoratori, si trovano di fronte alla necessità di dover dare risposte ai propri iscritti su  temi che sempre più prescindono dall’attività che svolgono e dagli strumenti che hanno a disposizione. Se il presidente di Confindustria “minaccia” di appellarsi al Capo dello Stato, facendo così intendere di non sapere più  con chi  altro discutere,  e se tutte le confederazioni del commercio dei servizi e dell’artigianato scendono in piazza per manifestare la disperazione delle imprese, vuol dire che viviamo una dimensione economica, sociale e politica del tutto inaspettata ed imprevedibile per un Paese come il nostro che è (o, forse, dovremmo dire  è stato) tra quelli maggiormente industrializzati del mondo.
In questo contesto si aggiungono i problemi tipici, settoriali del nostro mondo che non descrivo perché tutti li conoscete .
Come sta reagendo il  sistema della rappresentanza dell’autotrasporto per aiutare le imprese? Qualcuno, sul finire dell’anno, ha  cercato di agitare bandiera del nuovismo senza averne tuttavia  titolo, essendo lui stesso da più di un decennio “frequentatore”assiduo del settore; si è unito e confuso  con i forconi, ha chiesto alla categoria di uscire dalle associazioni storiche ree, a suo dire, di pensare solo a difendere i propri interessi . Ha proposto una piattaforma  di rivendicazioni irrealizzabile  tra cui l’abolizione dell’Albo nazionale,  in quanto  dannoso e costoso per le imprese.  Si scopre però oggi  che l’organizzazione da lui guidata, ha formalmente inoltrato al Ministero dei Trasporti la domanda per entrare a far parte dello stesso organismo che ha chiesto di abolire: ma come si spiega che, da un lato, si tenta con ogni mezzo di essere componenti dell’Albo degli autotrasportatori, addirittura contraddicendo il proprio principio di assoluta indipendenza dalle confederazioni e chiedendo, invece, di aderire  proprio ad una confederazione di committenti per soddisfare il requisito della presenza al CNEL, mentre dall’altro si  è proposta addirittura la cancellazione dell’organismo cui si ambisce di farne parte ?
Il tentativo di cavalcare il forte e comprensibile malcontento degli autotrasportatori, è stato il principio ispiratore di una condotta inconcludente e incoerente :  non ci sono stati risultati per le aziende e abbiamo assistito alla vergognosa vicenda del rinnovo del Comitato Centrale.
Il  Presidente della Fita, invece,  ha deciso  da tempo di interpretare il ruolo di chi si differenzia su tutto, di chi critica tutte le iniziative assunte, comprese quelle condivise dalla organizzazione che rappresenta.  In verità la cosa non ci sorprende : ci preoccupa  per gli effetti che una simile condotta può avere sull’azione di rappresentanza, ma, appunto, non ci sorprende. Ricordiamo bene i tempi in cui  decise che andava abbandonata la battaglia sulla salvaguardia dei costi minimi,  per avviare  un serrato e costruttivo confronto con la committenza per ottenere  risultati concreti e immediati per la categoria; o quando decise la memorabile e solitaria iniziativa di suonare(addirittura) i clacson per contrastare l’aumento del prezzo del gasolio; o quando non volle sottoscrivere il ccnl  insieme alle altre associazioni sostenendo che fosse troppo costoso. Se queste sono le azioni riformatrici che intende portare avanti ,auguri!
La critica all’inadeguatezza delle motorizzazioni a gestire gli albi provinciali, è una delle ultime iniziative sindacali assunte dal presidente in questione. Non c’è dubbio che la questione del potenziamento degli uffici delle motorizzazioni ha un suo fondamento, ma mi chiedo : è possibile dapprima condividere con tutte le associazioni  il  trasferimento di competenze alle motorizzazioni, per poi  sollevare dubbi sulla funzionalità delle stesse soltanto qualche settimana dopo? E ancora: ma il Presidente dimentica il modo in cui le province hanno gestito il settore per più di dieci anni? Lo hanno fatto forse in maniera adeguata? Lei ne è soddisfatta(anche se sarebbe l’unica in Italia ad esserlo) ? E in caso affermativo, perché non ha avanzato i suoi dubbi prima che fosse approvata la norma della Legge di stabilità che prevede questo trasferimento di funzioni?
Nel frattempo ha annunciato ,sempre con spirito innovativo e riformatore , che la Fita  avvierà,da sola,  fermi selettivi(??)contro l’aumento dei pedaggi . Ne avrà la forza e il coraggio? o se come spesso è avvenuto l’iniziativa sindacale si limiterà all’annuncio ? Comunque aspetteremo per capire se i risultati di questa ultima annunciata e forte  azione sindacale otterrà gli stessi risultati avuti  con il confronto con la committenza, o con l’assordante suono dei clacson per contrastare il caro gasolio o se addirittura  riuscirà ad avere  un risultato così innovatore e competitivo come nel caso  della firma posticipata del ccnl La situazione del paese e delle imprese è molto difficile e nessuno può certo dire di aver risolto  i problemi dell’autotrasporto, ma minare l’unità delle associazioni non è certo un atteggiamento utile alla categoria. La Presidente  ha annunciato di voler uscire dall’Unatras  perchè questo rallenterebbe l’azione riformatrice del settore, come a dire: la Fita da sola fa meglio e di più: ancora una volta le facciamo gli auguri.

Il Pragmatico

Tratto da: http://www.conftrasporto.it/in_primo_piano_dettaglio.asp?sez=ipp&ipp_id=6131

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