Le imprese di autotrasporto dal 2009 al 2015 sono calate del 17%.

tachigrafoLe imprese di autotrasporto dal 2009 al 2015 sono calate del 17%.

I numeri portati dalla Fita Cna divergono da quelli dell’Albo degli Autotrasportatori. L’Ufficio Politiche fiscali di Cna si basa infatti sulle cifre fornite dalle imprese di autotrasporto all’Agenzia delle Entrate nel periodo 2009-2015 e che sono stati forniti dalla Società per gli studi di settore (Sose), su concessione dell’Agenzia delle Entrate. Quindi, al netto di eventuali evasori totali, questi dovrebbero essere i numeri delle imprese che dichiarano redditi e che quindi operano effettivamente. Da queste statistiche emerge che nel 2009 le aziende erano 81mila e che nel 2015 sono calate a 67mila.
I dati più recenti forniti dall’Albo degli Autotrasportatori mostrano invece che nel 2017 sono iscritte 107mila imprese, di cui 96.300 in modo definitivo (Ossia iscritte al Ren), 9300 in modo provvisorio e 2200 sospese, a fronte delle 124mila iscritte nel 2015. Bisogna però aggiungere che si ritiene che siano iscritte all’Albo ancora imprese che non hanno veicoli o che comunque non esercitano una vera attività di autotrasporto.
La Fita aggiunge che sono anche calate le imprese che hanno dichiarato una perdita, passate dalle 9304 del 2009 alle 5498 del 2015. Probabilmente, molte aziende in perdita hanno preferito o hanno dovuto chiudere. In compenso, la perdita media è aumentata da 36mila e 41mila euro, mentre il reddito medio è aumentato da 24.395 a 31.017 euro. Nel periodo considerato, aumenta leggermente il numero medio dei dipendenti (da 4,1 a 4,4 per impresa) e il numero medio dei veicoli (quello dei mezzi oltre 11,5 tonnellate cresce da 2,6 a 2,8 unità per impresa).
Considerando la specializzazione, la Cna nota che è aumentata la percentuale delle imprese che trasportano prodotti alimentari (che sono il 23,9% nel 2015) e i prodotti agricoli (il 9,2%), mentre calano quelle legate ai trasporti per l’edilizia e i manufatti. Crescono anche le aziende che basano il loro fatturato su un unico committente (purtroppo, lo studio non precisa quanti di tali committenti siano altre imprese di autotrasporto). I dati sulla percorrenza chilometrica mostrano che ogni impresa nel 2015 ha percorso (con una media di due veicoli) 216.725 km, a fronte dei 190.235 del 2009, con una percorrenza a vuoto ancora elevata, ossia il 33%.
Per ogni chilometro percorso, le aziende hanno ottenuto nel 2015 un ricavo medio di 1,64 euro (contro 1,51 euro del 2009), ma la Fita nota che questo dato “appare sparametrato in eccesso rispetto al mercato e che potrebbe nascondere una errata indicazione dei chilometri dichiarati nello studio di settore”. A fronte di tali ricavi, l’intero settore dell’autotrasporto paga 500 milioni di tasse l’anno e versa altrettanto alle compagnie d’assicurazione.

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