Legge di stabilita' 2015: Questioni importanti per il settore dell' autotrasporto

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La legge di Stabilità 2015 ha definito questioni importanti per il settore dell’autotrasporto: ha confermato il trasferimento di 250 milioni di euro l’anno; ha definito un calendario dei divieti di circolazione per i mezzi pesanti che assicura più competitività alle imprese; ha evitato il taglio della compensazione sull’accisa per il carburante per i veicoli meno inquinanti (offrendo un motivo in più ai possessori di 170 mila autoveicoli euro 0, 1 o 2, che non potranno usufruire della compensazione, per acquistare mezzi “puliti”); ha modificato, dopo la sentenza della Corte di giustizia europea, le norme sui costi minimi per la sicurezza del trasporto merci. Novità importanti che a brevissimo potranno fornire un prezioso contributo non solo per garantire maggior competitività alle imprese, ma anche più sicurezza per tutti sulle strade. Nelle prossime settimane sono già previste, infatti, sia la ripartizione delle risorse, sia la realizzazione delle iniziative indispensabili per far sì che l’Albo dell’autotrasporto, organismo ministeriale, diventi il mezzo attraverso il quale garantire la legalità e il rispetto delle regole per le imprese di autotrasporto. Questo grazie a norme che, pur mantenendo ferma la libertà delle parti di definire i propri rapporti economici per le prestazioni di trasporto, impongono di fare riferimento al “principio di adeguatezza dei corrispettivi alle norme sulla sicurezza sociale e della circolazione” che verrà reso pubblico dal ministero dei Trasporti attraverso il proprio sito internet, e a norme che, contemporaneamente, rafforzano il principio della responsabilità condivisa tra i soggetti  che concorrono a effettuare una prestazione di trasporto. Con la possibilità di verificare il rispetto delle regole su tutta la filiera  e di poter agire direttamente per il riconoscimento dei propri diritti nei casi in cui le regole non fossero rispettate. Norme che tutti ora devono impegnarsi a rispettare e far rispettare.

Paolo Uggé

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