LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DELL’AIAS

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Illustre Presidente,
leggo la Sua lettera inviata al Ministero e le Sue considerazioni che rispetto ma, almeno questo me lo consentirà, non condivido. Innanzitutto quelli che hanno sottoscritto l’intesa con il ministero non sono “personaggi”, ma dei legittimi rappresentanti di federazioni nazionali di categoria che non hanno “tradito” nessuno, ma come risul…ta dalle delibere assunte da consigli nazionali (quello di Conftrasporto è composto da più di cinquanta operatori provenienti da tutte le province d’Italia), quanto da loro deciso è frutto di soluzioni condivise. Lei è libero di non condividerle ma non può fare affermazioni che non trovano riscontro nella realtà.
Le faccio presente che l’Albo, con le modifiche approvate, diverrà il luogo dove  le rappresentanze della categoria potranno partecipare a quella azione di verifica nell’attuazione delle regole cui Lei  spesso fa riferimento. E’ falso sostenere che il Ministero avrebbe lasciato fuori dai “tavoli altre associazioni”. E’ vero che, anche se convocate, la maggior parte di queste non si sono presentate; quelle presenti hanno espresso i loro punti di vista sulle questioni in esame. Converrà con me che nessuno deve pensare di essere il depositario unico delle verità. Se dopo un confronto emergono delle soluzioni, queste possono o meno essere condivise da tutti, ma non è corretto affermare che le altre associazioni non rappresentano l’autotrasporto italiano.
In un regime democratico sono le persone che scelgono da chi essere rappresentate e Lei non può  aver la presunzione di ritenere chi debba o meno essere il rappresentante di categoria. Lei rappresenta i suoi associati come altri rappresentano i loro.
Per quanto riguarda i numeri sarei molto lieto di essere smentito se il 9 dicembre sulle strade fossero coloro che esercitano l’attività di autotrasporto a tener fermi i loro automezzi e non invece, come pare sarà, chi vuole effettuare “la rivoluzione del 9 dicembre”. Dopo l’azione che vedrà protagonisti movimenti che utilizzano la forza dell’autotrasporto per meglio raggiungere il proprio obiettivo della “protesta per la protesta”, molti autotrasportatori si ritroveranno con i problemi di sempre. Un po’ quello che è accaduto nel 2000. Oppure non si ricorda dove sono finite le risorse che vi furono assegnate. Come siete riusciti a gestirle? Quali benefici hanno ottenuto gli autotrasportatori? Lei la risposta, in coscienza, la conosce bene.
La invito allora a riconsiderare le Sue decisioni. Diamo un tempo definito al Governo per trovare le possibili soluzioni ai problemi del trasporto insulare. Se dopo quel tempo i problemi principali che saranno individuati dai trasportatori locali non avranno trovato le possibili soluzioni (bisognerà che siano coinvolte enti locali, rappresentanze di interessi e governo) sono pronto ad impegnarmi con Lei per effettuare tutte le azioni di protesta ritenute necessarie.
Ma adesso ci ripensi e non si faccia strumentalizzare da chi sfrutta la vostra forza.
Paolo Uggè

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