Nota del Segretario FAI Sicilia del 18.11.2013

Gio Rinzivillo FAICari amici,

Come già sapete è stato proclamato il fermo nazionale dell’autotrasporto dalle ore 00 di lunedì 9 dicembre fino alle ore 24 di venerdì 13 dicembre.

Il Comitato Esecutivo di Unatras ha ratificato la decisione assunta dalla Presidenza dopo l’incontro con il sottosegretario Girlanda e, in più, trova al suo fianco anche Anita. Insomma, questa volta l’autotrasporto è unito e compatto.

Le motivazioni sono note: il taglio del rimborso delle accise, l’assoluta incertezza sulle risorse destinate al settore con particolare riferimento agli interventi per il contenimento del costo del lavoro, la mancata emanazione dei provvedimenti richiesti sulla riforma dei poteri assegnati all’Albo, l’assenza di iniziative concrete per arginare il fenomeno del cabotaggio abusivo praticato dai vettori esteri.

E’ chiaro che il dialogo rimane la via privilegiata al fine di trovare soluzioni possibili e, con questo intento, Unatras e Anita hanno richiesto un incontro urgente con la Presidenza del consiglio dei Ministri

A livello territoriale le associazioni degli autotrasportatori siciliane sono unite nell’aderire al fermo dell’autotrasporto proclamato per il prossimo dicembre. Alcune realtà avevano già proclamato un fermo regionale alla fine di ottobre, sospeso in attesa degli incontri di questi giorni con i rappresentanti del Governo. Adesso viene rilanciata la protesta, che si arricchisce di contenuti locali, come l’Ecobonus incentivo per le autostrade del mare.

Piu volte FAI Conftrasporto Sicilia, attraverso i propri dirigenti, ha richiesto che i trenta milioni stanziati dal Governo per il contributo al trasporto combinato strada-mare per il 2011 (Contributi che non vengono erogati per mancanza del decreto attuativo e la probabile bocciatura da parte della UE) vengano devoluti per l’ecobonus 2010, raddoppiandone così lo stanziamento. A questa richiesta si è aggiunto la scorsa settimana anche il sostegno e l’invito dell’associazione dei trasportatori Aias.

L’azione di fermo in Sicilia potrebbe avere conseguenze più importanti e una maggiore partecipazione a causa delle azioni di protesta proclamate da altre categorie produttive i cosidetti “Forconi” che avevano proclamato azioni proprio nella settimana dal 9 al 13 dicembre.

Riporto infine un passaggio del comunicato Stampa del Presidente Regionale Agrillo che centra questioni fondamentali per l’autotrasporto:  “Siamo coscienti che fermare i tir equivale a paralizzare l’economia, non sono siciliana ma italiana, è però impossibile accettare a testa bassa una legge di stabilità che prevede tagli di risorse per il settore senza indicare alcuna soluzione concreta di crescita e sviluppo, o di semplice sostegno . È  noto a tutti che le imprese dell’autotrasporto soffrono ormai da anni, gli incentivi governativi su gasolio, autostrade e intermodalità, a mala pena permettono alle aziende di sopravvivere, non rappresentano in alcun modo un profitto”.

Dello stesso tenore l’intervento del Senatore Gibiino , capogruppo FI-PDL in commissione Lavori Pubblici e Trasporti “Il Governo intervenga prontamente per scongiurare il fermo dell’autotrasporto proclamato dai sindacati di categoria per il periodo 9-13 dicembre. L’economia nazionale non può sopravvivere a una paralisi del sistema del trasporto merci”. “Le problematiche evidenziate dalle associazioni di autotrasporto a partire dal taglio del rimborso delle accise, dall’incertezza delle risorse destinate, sono di fondamentale importanza per la sopravvivenza delle imprese del settore e devono essere affrontate con grande senso di responsabilità. L’Esecutivo incontri immediatamente i rappresentanti dell’autotrasporto e si attivi per trovare soluzioni ragionevoli”.

La FAI Conftrasporto Sicilia apre al confronto con un Assemblea degli Autotrasportatori per il prossimo 23 Novembre ore 10,00 presso la Segreteria FAI Sicilia in Corso Sicilia 111 a Catania. L’incontro si innesta in un momento particolarmente delicato per le imprese di autotrasporto siciliane sferzate da anni di crisi e calo dei traffici e alla vigilia di un fermo nazionale dove si rivendicano misure fondamentali per la sopravvivenza del settore. L’appuntamento servirà per raccogliere un feedback dal territorio, elaborare proposte utili per il prossimi tavoli con il Governo Nazionale e organizzare l’azione di fermo.

Emendamento del M5S su Ferrobonus e Ecobonus

Abbiamo appreso dal sito istituzionale del movimento che il deputato in commissione Trasporti Michele Dell’Orco ha presentato al Senato (prima firma Andrea Cioffi) un emendamento alla legge di stabilità che prevede forme di incentivazione per il trasferimento di merci su rotaia e via mare.

“In Italia oltre l’80% delle merci viaggia su gomma: è una quota ancora troppo alta e a volte non giustificata da carenze infrastrutturali, come hanno dimostrato i risultati raggiunti negli anni passati da analoghe forme di incentivazione statale.

Riteniamo che l’intervento statale sia importante per sbloccare il sistema, per cui abbiamo previsto con il nostro emendamento degli incentivi per cosiddetti ferrobonus e ecobonus a sostegno del trasporto su ferro e via mare.

Abbiamo inoltre previsto che gli aiuti siano diretti alle piccole e medie imprese che usufruiscono del servizio di trasporto merci, perché è a partire dalle aziende produttrici che il trasporto merci deve essere ripensato e indirizzato”.

La Ue destina a Termini Imerese e Catania oltre 136 milioni di euro

Contribuire alla realizzazione dell’interporto di Termini Imerese e all’estensione della metropolitana di Catania, al raggiungimento di questi due obiettivi sono destinati i 136,6 milioni di euro stanziati dalla Commissione Ue a favore della Sicilia, nel quadro del Fondo europeo di sviluppo regionale.
Il primo, e più importante, investimento di 88,7 milioni di euro è destinato al progetto di prolungamento di 5 km della metropolitana di Catania, un lavoro che dovrebbe essere ultimato entro il 2015. Il secondo investimento di 47,9 milioni di euro va a contribuire alla costruzione dell’interporto di Termini Imerese, destinato ad aumentare nel 2017 il volume delle merci trasportate nella regione.
Non possiamo non essere soddisfatti degli interventi, soprattutto quando questi sono rivolti alle infrastrutture per la mobilità delle merci e delle persone.

Legge Quadro sugli Interporti: dopo l’esame delle Commissioni, il testo arriva in Aula

Alla fine della scorsa settimana è stato completato dalla Commissione Trasporti della Camera il testo che adesso verrà sottoposto alla discussione e alla votazione dell’Aula.

Da segnalare che il testo, rispetto alla sua stesura originaria, è stato integrato accogliendo due emendamenti proposti dalla commissione Attività produttive. In particolare il primo serve a garantire che l’elaborazione del Piano generale per l’intermodalità avvenga «in coerenza con gli strumenti di programmazione generale e settoriale nei trasporti e nella logistica»; il secondo prevede la possibilità di invitare alle riunioni del Comitato nazionale per l’intermodalità e la logistica «i sindaci e i presidenti delle autorità portuali dei territori interessati, nonché i rappresentanti delle imprese di trasporto e di logistica o delle loro associazioni che operano nei medesimi ambiti territoriali».

Seguiamo l’iter in attesa di sviluppi positivi.

Il camion diventa protagonista del grande schermo

Mentre nelle sale cinematografiche si sta proiettando L’ultima ruota del carro, pellicola di Giovanni Veronesi dove il protagonista è un traslocatore, al Festival Internazionale del Film di Roma vince TIR di Alberto Fasulo, che narra la storia di Branko, camionista croato che viaggia in tutta Europa.

Il camion appare in primo piano in due pellicole uscite contemporaneamente ed entrambe di autori italiani. La prima è già nelle sale: L’ultima ruota del carro del regista Giovanni Veronesi, che narra la storia di Ernesto Marchetti attraverso gli ultimi trent’anni di storia italiana. È il classico uomo qualunque, anzi, come gli aveva predetto il padre è “L’ultima ruota del carro”. Dopo aver iniziato diversi lavori, diventa traslocatore e viaggia in tutta la Penisola. Il protagonista s’ispira ad una persona realmente esistita, Ernesto Fioretti (che appare nel film nel ruolo del sacrestano), che è un conosciuto autista dei camion che lavorano per l’industria cinematografica.
Ancora più legato al camion è il film, che ha quasi la veste di un documentario, di Alberto Fasulo, che s’intitola proprio TIR tratta della “solitudine di un camionista”. Un film così forte da vincere il premio Marc’Aurelio d’oro per la di migliore regia al Festival Internazionale del Film di Roma, che si è concluso il 17 novembre 2013 (e cui aveva partecipato anche L’ultima ruota del carro). Protagonista è un autista croato di mezza età, Branko, un ex-insegnate di Fiume che decide di diventare camionista internazionale per un’azienda di trasporto italiana. Lo fa per soldi, perché guadagna il triplo che da insegnante, ma si scontra con un lavoro duro e solitario. Non è un documentario, ma illustra in dettaglio la vita quotidiana degli autisti delle lunghe distanze, con la loro solitudine, la vita in cabina e i rapporti con famiglia (quasi solo per telefono) e con i colleghi (nelle aree di sosta).
Questi due film possono essere una buona occasione per fornire un’immagine meno stereotipata degli autisti di camion, in un momento in cui l’intero autotrasporto sta vivendo una crisi profonda. Sono due film diversi, ma che ci spiegano come la cabina del camion possa essere un osservatorio privilegiato per guardare la storia e la cronaca di questo Paese. Lo stesso Fasulo ha dichiarato: “Mi aspetto che da questo film scaturisca un dibattito intorno a questa categoria, che è vista come un problema e non come una risorsa. Il camionista è un anello fondamentale del nostro vivere quotidiano e le persone non si rendono conto dell’importanza di questo. Nel 2008 sono bastati due giorni di sciopero per bloccare l’Italia”.

Buona Strada

Giovanni Rinzivillo

 

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