PRIMO VIA LIBERA AL QUARTO PACCHETTO FERROVIARIO DELL'UE

treno16Il Quarto pacchetto ferroviario è nato  allo scopo di modernizzare e armonizzare meglio il sistema europeo. La  commissione Trasporti del Parlamento di Bruxelles ha dato ad ampia  maggioranza il via libera al testo i cui obiettivi principali sono la  costituzione di una rete unica, la riduzione del potere delle autorità  nazionali e il miglioramento della competizione transfrontaliera e delle  condizioni per gli investimenti. Per farlo l’Unione europea intende  aprire i contratti di servizio pubblico a una maggiore concorrenza,  offrire agli operatori, anche stranieri, un accesso più equo alle  infrastrutture e armonizzare le certificazioni di sicurezza per  migliorare l’interoperabilità. Il tutto semplificando le procedure. Per Siim Kallas questo  voto “è una pietra miliare in vista del completamento dello Spazio  unico ferroviario europeo”. Secondo il commissario ai Trasporti  l’approvazione da parte dei deputati del testo “crea slancio per  ulteriori progressi in Consiglio sotto la Presidenza greca”, ovvero nei  primi 6 mesi del 2014.

Per quanto riguarda gli appalti dei pubblici servizi il  testo chiede che siano sempre gli Stati ad occuparsi dei contratti di  aggiudicazione, ma verranno fissati degli standard di qualità e  concorrenza che se non rispettati potranno portare all’intervento di  Bruxelles. Verrà dato però molto tempo (fino al 2022) per adeguarsi alle  nuove regole. Sarà poi fissato un numero minimo di contratti pubblici  da aggiudicare, regolato in base al volume del mercato nazionale, per  garantire spazio di agibilità ai piccoli e nuovi operatori. La  limitazione degli operatori privati verrebbe accettata solo nel caso in  cui venissero provate ripercussioni sulla redditività del servizio.  Secondo una delle relatrici dell’Aula, Izaskun Bilbao Barandica (Alde),  “bisogna creare un unico spazio in cui gli operatori ferroviari e i  produttori siano in grado di fornire servizi migliori e più economici ai  passeggeri e alle imprese” e la direttiva sull’interoperabilità “è un  passo in questa direzione” perché “semplificherà le procedure, eliminerà  le barriere e faciliterà l’emergere di servizi transfrontalieri”.

Nel capitolo certificazioni si tenderà a dare sempre  maggiori poteri e responsabilità alla European Railway Agency (Era) che  dovrebbe diventare il responsabile delle autorizzazioni unico a livello  comunitario, lasciando alle autorità nazionali solo alcuni poteri e per  un periodo di transizione o in casi in cui ci saranno accordi tra i due  livelli decisionali, fermo restando che l’ultima parola resterebbe  comunque alla Era. Quest’ultima sarà poi anche responsabile della  creazione di un certificato unico di sicurezza che rimpiazzerà  gradualmente quelli nazionali. Secondo il deputato dei Greens, Michael Cramer,  “questo porrà fine all’attuale miriade di oltre 11.000 norme nazionali,  che aggiungono costi e oneri amministrativi e minano il cammino verso  un trasporto ferroviario più rispettoso dell’ambiente”. Ma sul punto per  ora non sono convinti gli Stati che non vogliono cedere troppa  autorità, e in corso di negoziato le differenze di opinione si  sentiranno sicuramente.

Più severe diventeranno infine le regole per garantire che non ci  siano conflitti di interessi tra il gestore e il proprietario  dell’infrastruttura e le diverse compagnie.

Lorenzo Robustelli

Fonte: http://www.lestradedellinformazione.it

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