Sistri, irregolarità negli appalti: 22 arresti, sequestrati 10,2 milioni di euro

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La Guardia di Finanza di Napoli sta eseguendo 22 provvedimenti di custodia cautelare emessi dal Gip di Napoli nell’ambito dell’inchiesta sul Sistri. Dei 22 provvedimenti, tre sono in carcere e 19 ai domiciliari. Disposti anche quattro obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria e sequestri per 10,2 milioni di euro. Dalle indagini della Guardia di Finanza sarebbero emerse una serie di irregolarità negli appalti per la realizzazione del Sistri, il sistema integrato di controllo della tracciabilità dei rifiuti voluto dal ministero dell’Ambiente. Le 22 persone destinatarie dei provvedimenti di custodia cautelare sono indagate, a vario titolo, per associazione a delinquere finalizzata all’emissione e all’utilizzazione di fatture false, corruzione, truffa aggravata, riciclaggio, favoreggiamento e occultamento di scritture contabili. Degli oltre 10 milioni sequestrati, sette sono stati bloccati alla Selex, la società a cui è stata affidata la realizzazione del sistema di tracciabilità dei rifiuti.

Tra i destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare c’è anche l’ex sottosegretario Carlo Malinconico. Per lui sono stati disposti gli arresti domiciliari. Custodia in carcere per gli imprenditori Sabatino Stornelli (ex amministratore delegato di Selex Management, gruppo Finmeccanica), Maurizio Stornelli e Francesco Paolo De Martino. Come spiega l’Ansa, durante le indagini i finanzieri hanno trovato un documento in cui sarebbero indicate una serie di consulenze per un milione di euro che l’imprenditore De Martino avrebbe pagato a Malinconico, all’epoca dei fatti presidente di una commissione tecnica sul Sistri del Ministero dell’Ambiente. Secondo il gip Nicola Miraglia Del Giudice, il Sistri che in teoria era stato progettato per contribuire alla soluzione dell’emergenza rifiuti in Campania senza mai entrare in funzione, ha rappresentato l’occasione per illeciti arricchimenti attraverso il sistema della corruzione. Il giudice ricorda che il ministero dell’Ambiente studiò un controllo informatizzato centrale sulle quantità di rifiuti smaltite nel territorio campano ed in particolare nel napoletano. “L’indagine, tuttavia, ha permesso di evidenziare che – purtroppo – l’ideazione di tale sistema ha dato modo di realizzare gravi condotte di illecito arricchimento ad opera di coloro che sono stati incaricati dal Ministero di studiare e di fronteggiare l’emergenza; arricchimento che – more solito – passa attraverso la corruzione di importanti esponenti del settore pubblico, incaricati di rivestire delicati compiti finalizzati alla soluzione dell’emergenza”. Il progetto per l’appalto Sistri è stato stimato in circa 400 milioni di euro. Una parte delle somme sono state incassate dalle imprese nonostante il sistema non sia mai entrato in funzione. Sul progetto per anni – sottolinea la Procura – non è trapelata alcuna informazione in quanto su di esso era stato apposto il segreto di Stato in virtù del quale nel dicembre 2009 il Ministro dell’Ambiente aveva proceduto all’affidamento diretto alla società Selex Service Management che autonomamente aveva anche proposto il progetto al Ministero.

Fonte: http://stradafacendo.tgcom24.it/wpmu/2013/04/17/sistri-irregolarita-negli-appalti-22-arresti-sequestrati-102-milioni-di-euro/

 

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