Autotrasporto: 228 milioni di euro di incentivi per il 2025
È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto interministeriale che assegna 228 milioni di euro di incentivi destinati alle imprese di autotrasporto per l’anno 2025.
Il provvedimento rappresenta il primo passo di un piano triennale di sostegno al settore che prevede la stessa dotazione finanziaria anche per gli anni 2026 e 2027.
Obiettivo principale degli incentivi è rafforzare la competitività delle imprese, favorire la formazione degli operatori e incentivare il rinnovo del parco veicolare, promuovendo pratiche sostenibili e innovative nel trasporto merci.
Il decreto individua quattro assi strategici su cui verranno distribuite le risorse.
1. Deduzione forfettaria delle spese non documentate – 70 milioni di euro
Questa misura fiscale consente ai titolari di imprese individuali in regime semplificato di ridurre il reddito imponibile, anche in assenza di documentazione delle spese sostenute durante l’attività di trasporto. Si tratta di una deduzione forfettaria molto utile per le piccole realtà che non dispongono di una contabilità complessa.
Ad esempio, un padroncino con partita IVA, che svolge trasporti con il proprio mezzo, potrà ridurre il carico fiscale complessivo anche per spese ordinarie difficili da documentare, come i pasti fuori sede o l’uso personale di strumenti di lavoro.
2. Riduzione compensata dei pedaggi autostradali – 140 milioni di euro
È la misura più cospicua in termini di risorse. Consente alle imprese di autotrasporto di ottenere un rimborso parziale dei pedaggi sostenuti, alleggerendo una delle voci di spesa più rilevanti per chi percorre regolarmente le tratte autostradali.
Una media impresa che effettua viaggi quotidiani lungo la rete autostradale, con una spesa annua di circa 30.000 euro, potrà ottenere un rimborso che in alcuni casi raggiunge il 13% dell’importo totale.
3. Formazione professionale – 5 milioni di euro
Il decreto destina 5 milioni di euro a progetti formativi per il personale viaggiante e gli operatori della logistica. I corsi dovranno essere orientati all’aggiornamento professionale, all’introduzione di tecnologie innovative e alla guida sicura ed ecologica.
Un’azienda che decide di formare i propri conducenti su tematiche come il corretto utilizzo del cronotachigrafo digitale, la guida economica o la gestione del carico, potrà coprire buona parte dei costi attraverso questi fondi.
4. Intermodalità, logistica sostenibile e rinnovo veicoli – 13 milioni di euro
Questa voce finanzia investimenti volti a modernizzare la flotta, adottare soluzioni meno inquinanti e promuovere forme di trasporto intermodale.
Un’impresa che acquista un nuovo trattore stradale a metano liquido Euro 6, ad esempio, potrà beneficiare di un contributo a fondo perduto variabile, in funzione delle caratteristiche tecniche del mezzo e della tipologia di alimentazione.
La scelta del Governo di confermare lo stesso stanziamento fino al 2027 risponde alla necessità di garantire alle imprese una visione di medio termine. Il settore dell’autotrasporto, fortemente colpito negli ultimi anni dall’aumento dei costi operativi, dalla transizione ecologica e dalla digitalizzazione dei processi, potrà contare su uno strumento stabile di sostegno e pianificazione.
L’impostazione triennale è particolarmente apprezzata dalle associazioni di categoria, che da tempo chiedevano interventi non solo emergenziali ma strutturati nel tempo.
Con la pubblicazione del decreto di riparto si apre ora la fase operativa. Saranno necessari ulteriori provvedimenti per definire modalità, termini e criteri di accesso ai fondi. In particolare, sarà importante chiarire le procedure per accedere agli incentivi legati alla formazione e all’acquisto di nuovi veicoli.
Le imprese dovranno prestare attenzione ai futuri aggiornamenti normativi per poter cogliere tempestivamente le opportunità offerte.
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