Bando LogIN Business: una grande opportunità, ma solo se le imprese rispondono all’appello
Nel quadro degli investimenti del PNRR destinati alla digitalizzazione della catena logistica, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha varato il bando “LogIN Business”, una misura da 157 milioni di euro pensata per accompagnare le imprese dell’autotrasporto e della logistica verso un futuro digitale, con l’obiettivo ambizioso di coinvolgere almeno 8.350 aziende entro aprile 2026.
Una manovra importante, mirata a colmare il gap tecnologico di un settore ancora troppo spesso legato a pratiche cartacee e gestione analogica. Tuttavia, a una lettura attenta del decreto, emergono anche criticità potenziali che meritano riflessione e, soprattutto, azione immediata da parte degli operatori.
Una condizione vincolante: 8.350 imprese o niente fondi
Il punto più delicato del bando si trova all’art. 13, comma 9:
“Nel caso in cui non siano stati ammessi a contributo progetti che coinvolgano almeno 8.350 imprese, la Direzione si riserva di non emettere alcun provvedimento di assegnazione del contributo.”
Questo significa che l’intera misura è subordinata al raggiungimento di un numero minimo di imprese partecipanti. Anche un progetto validissimo, completo e coerente, potrebbe non essere finanziato se il numero complessivo di adesioni a livello nazionale non fosse sufficiente.
In altre parole: la responsabilità del successo di questa misura ricade sulle imprese stesse. Se la partecipazione non sarà sufficientemente diffusa, il Ministero potrà legittimamente bloccare l’erogazione dei fondi, per evitare di compromettere i target del PNRR e subire un blocco delle rate europee.
Il rischio concreto di una misura che non decolla
Questa clausola introduce una logica “tutto o niente” piuttosto rischiosa, specie in un settore storicamente restio all’innovazione come quello dell’autotrasporto. Il timore, fondato, è che molte aziende:
- non siano pienamente informate sulla misura;
- temano la complessità burocratica;
- sottovalutino i benefici della digitalizzazione;
- si affidino a sistemi obsoleti o non compatibili con le richieste del bando (es. software generici, tachigrafi installati ma non integrati, GPS non interoperabili).
Il paradosso è evidente: ci sono i fondi, ma se non si partecipa in massa, i fondi svaniscono.
I veri benefici: perché questa misura merita attenzione
Nonostante la rigidità dei requisiti, il bando presenta opportunità strategiche per le aziende che vogliono restare competitive:
- Fino al 100% di contributo in regime “de minimis” per soluzioni digitali;
- Acquisto e sviluppo di piattaforme e software intelligenti per ottimizzare carichi, rotte e flussi;
- Incentivi per la dematerializzazione documentale (eCMR);
- Investimenti in formazione digitale del personale;
- Priorità per le imprese del Mezzogiorno, con almeno il 40% dei fondi destinati.
I nostri suggerimenti alle imprese
- Agite subito: appena la piattaforma LogIN sarà attiva, presentate domanda. L’ordine cronologico è determinante.
- Unitevi in forma aggregata: le aggregazioni di imprese (anche informali) aumentano la forza progettuale e la probabilità di essere finanziati.
- Non limitatevi a “comprare software”: costruite un progetto coerente che dimostri interoperabilità, pianificazione intelligente e digitalizzazione dei flussi.
- Chiedete supporto: rivolgetevi ad associazioni, consulenti o fornitori che conoscano il linguaggio PNRR e sappiano predisporre la documentazione richiesta.
- Pensate oltre l’obbligo: dispositivi obbligatori (es. tachigrafi, GPS) possono essere inclusi solo se parte di un sistema digitale integrato.
- Comunicate con il territorio: più imprese partecipano, maggiore è la possibilità che il target di 8.350 aziende venga raggiunto, sbloccando i fondi per tutti.
Conclusione: serve una mobilitazione consapevole
Il bando “LogIN Business” è una sfida collettiva. La transizione digitale del settore non è più un’opzione, ma una condizione di sopravvivenza economica e normativa. Tuttavia, questa misura non si attiverà “da sola”: serve la spinta delle imprese, anche piccole, anche artigiane, anche quelle che fino a ieri gestivano i viaggi con WhatsApp e fogli Excel.
Il rischio vero non è presentare una domanda non ammissibile.
Il rischio vero è non presentarla affatto.
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