Covid-19: 400 miliardi per le imprese, approvato il decreto liquidità

Dopo un lungo Consiglio dei ministri, è stato approvato il nuovo “DL Liquidità”.

La misura, finalizzata a mitigare la crisi economica innescata dall’emergenza Coronavirus, prevede la mobilitazione di 400 miliardi (di cui 200 miliardi per il mercato interno e 200 miliardi per l’export) di liquidità per le imprese grandi, medie e piccole nonché la sospensione di pagamenti, ritenute e contributi per i mesi di aprile e maggio.

La liquidità sarà assicurata alle aziende attraverso prestiti erogati nei normali canali finanziari, con la particolarità che sarà lo Stato a offrire una garanzia affinché tutto avvenga in modo sicuro e veloce. In particolare, sarà potenziato il Fondo Centrale di Garanzia per le piccole e medie imprese e sarà aggiunto il finanziamento dello Stato attraverso Sace, la società del gruppo Depositi e Prestiti che gestirà il meccanismo, soprattutto a beneficio delle medie e delle grandi imprese.

La garanzia statale coprirà tra il 70% e il 90% dell’importo finanziato alle aziende, a seconda delle dimensioni dell’impresa, e sarà subordinata a una serie di condizioni tra cui l’impossibilità di distribuzione dei dividendi da parte dell’impresa beneficiaria per i successivi dodici mesi e la necessaria destinazione del finanziamento per sostenere spese ad attività produttive localizzate in Italia.

Come già detto, il Dl liquidità potenzierà ulteriormente Fondo di Garanzia per le Pmi, aumentandone sia la dotazione finanziaria sia la capacità di generare liquidità anche per le aziende fino a 499 dipendenti e i professionisti. Il Fondo era stato già ampliato con 1,5 miliardi attraverso il decreto Cura Italia dello scorso Marzo e, con la nuova misura, vedrà anche un forte snellimento delle procedure burocratiche per accedere alle sue garanzie.

Quanto alle misure fiscali e contabili, a quelle già previste dal Cura Italia si aggiungono la sospensione di IVA, ritenute e contributi sospesi per soggetti con calo di fatturato di almeno il 33% con fatturato sotto i 50 milioni (limite che non vale per le province più colpite) e la ripresa dei versamenti a giugno con la possibilità di rateizzazione.

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