19 Gennaio 2026
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Credito d’imposta ZES ridotto al 60%, ZLS al 100%

I provvedimenti pubblicati dall’Agenzia delle Entrate il 12 dicembre 2025 chiariscono in modo definitivo le percentuali effettivamente fruibili del credito d’imposta per gli investimenti realizzati nelle Zone Economiche Speciali (ZES) e nelle Zone Logistiche Semplificate (ZLS).
Per le imprese di trasporto e logistica, il quadro che emerge è particolarmente rilevante perché incide direttamente sulla convenienza degli investimenti in magazzini, hub logistici, piattaforme intermodali, flotte e infrastrutture operative.

ZES: forte domanda, incentivo ridotto

Nelle ZES l’interesse delle imprese è stato molto elevato. Questo ha portato all’applicazione di un meccanismo di riparto, che ha ridotto il credito d’imposta fruibile al 60,3811% di quanto richiesto.

In termini concreti, per le aziende di trasporto e logistica che avevano pianificato investimenti contando sulle percentuali massime previste, l’impatto è significativo:

  • piccole imprese: dal 60% teorico al 36,2% reale;
  • medie imprese: dal 50% al 30,1%;
  • grandi imprese: dal 40% al 24,15%.

Percentuali che, in alcuni casi, risultano inferiori ai precedenti crediti d’imposta ante ZES. Questo ridimensionamento incide direttamente sulla sostenibilità economica di investimenti logistici ad alta intensità di capitale, come nuovi magazzini, piattaforme di smistamento o ampliamenti di terminal.

L’elevata attrattività della ZES unica dimostra l’interesse delle imprese del settore a investire nel Mezzogiorno, ma allo stesso tempo evidenzia un limite strutturale: le risorse non sono state sufficienti a coprire l’intero volume delle domande.

Possibili correttivi in arrivo

La normativa lascia comunque aperta la possibilità di rafforzare la misura. La Legge di bilancio 2025 prevede che, in caso di insufficienza delle risorse, la dotazione finanziaria della ZES unica possa essere incrementata nel tempo, attingendo a fondi europei della programmazione 2021–2027, nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica.
È inoltre previsto un possibile coinvolgimento diretto delle Regioni interessate.

Entro il 15 gennaio 2026, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy e le Regioni della ZES unica comunicheranno ufficialmente se e in che misura gli stessi investimenti potranno essere sostenuti anche con risorse della politica di coesione europea.

ZLS: vantaggio competitivo per la logistica

Scenario completamente diverso per le Zone Logistiche Semplificate. Qui la minore pressione sulle risorse disponibili ha consentito il riconoscimento integrale del credito d’imposta, pari al 100% dell’importo richiesto, senza alcuna riduzione.

Per le imprese di trasporto e logistica che operano o investono in aree ZLS – comprese Umbria e Marche – questo significa poter contare sulle percentuali originarie:

  • 35% per le piccole imprese,
  • 25% per le medie,
  • 15% per le grandi.

Un elemento che rende le ZLS particolarmente attrattive per nuovi investimenti logistici, soprattutto in un contesto di sviluppo dell’intermodalità e di riorganizzazione delle catene di distribuzione.