10 Marzo 2026
Truck24
News

Gasolio sotto pressione: la crisi in Medio Oriente riaccende i costi del trasporto in Europa

Il prezzo del gasolio torna sotto pressione in Europa dopo la nuova escalation militare che coinvolge Stati Uniti, Israele e Iran. Le tensioni geopolitiche hanno immediatamente colpito i mercati energetici globali e stanno già producendo effetti sulle quotazioni petrolifere, con possibili ricadute dirette sui costi di trasporto e sulla logistica europea.

A evidenziarlo è Transporeon — società specializzata nella gestione digitale dei trasporti e parte del gruppo Trimble — che ha analizzato l’impatto immediato della crisi sui mercati energetici.

Secondo l’analisi, il settore più esposto resta proprio quello del gasolio, carburante fondamentale per il trasporto su strada e quindi per l’intera filiera logistica europea.


Il nodo dello stretto di Hormuz

Al centro delle preoccupazioni dei mercati c’è ancora una volta lo stretto di Hormuz, uno dei punti strategici più sensibili per il commercio energetico mondiale. Da questo passaggio marittimo transita circa il 20% del petrolio globale trasportato via mare.

Ogni rischio di blocco o limitazione della navigazione in quell’area genera immediatamente tensioni sui mercati petroliferi internazionali. Non a caso, alla riapertura delle contrattazioni successive agli ultimi sviluppi militari, il Brent ha registrato un aumento compreso tra il 10% e il 12%, superando temporaneamente la soglia degli 80 dollari al barile.

Un rialzo che, come avviene sempre più frequentemente in contesti di instabilità geopolitica, si trasferisce con grande rapidità anche sui prezzi dei carburanti raffinati, a partire proprio dal gasolio.


Il gasolio è il carburante più vulnerabile

Secondo l’analisi di Transporeon, il mercato del gasolio è tra i più esposti alle tensioni internazionali. A differenza di altri prodotti energetici, i prezzi reagiscono in modo quasi immediato alle notizie negative, mentre eventuali riduzioni delle quotazioni tendono a manifestarsi con molta più lentezza.

Per gli operatori della logistica europea lo scenario che si sta delineando è quindi quello di un petrolio che potrebbe tornare ad avvicinarsi alla soglia dei 100 dollari al barile.

In questo contesto, il prezzo del gasolio potrebbe registrare nelle prossime settimane:

  • un incremento del costo della materia prima compreso tra 0,12 e 0,15 euro al litro;
  • un aumento alla pompa tra 0,20 e 0,30 euro al litro.

Si tratta di variazioni apparentemente contenute, ma in grado di incidere in modo significativo sui costi operativi del trasporto su gomma, dove il carburante rappresenta una delle principali voci di spesa.


Tre possibili scenari per il mercato energetico

L’analisi individua tre possibili traiettorie per l’evoluzione del prezzo del gasolio in Europa, strettamente legate all’evoluzione della crisi geopolitica.

Nel primo scenario, caratterizzato da una rapida de-escalation delle tensioni, il Brent potrebbe stabilizzarsi tra gli 80 e gli 85 dollari al barile. In questo caso resterebbe comunque presente un “premio di rischio geopolitico” che continuerebbe a sostenere i prezzi del gasolio almeno per tutta l’estate.

Un secondo scenario ipotizza invece un periodo di instabilità più prolungato, con quotazioni del petrolio comprese tra 90 e 100 dollari al barile. In questa situazione il mercato resterebbe altamente volatile, con oscillazioni frequenti dei prezzi alla pompa e un aumento delle pressioni inflazionistiche sull’economia europea.

Il terzo scenario è quello più critico. Una chiusura prolungata dello stretto di Hormuz bloccherebbe una parte significativa delle esportazioni petrolifere mediorientali, destabilizzando il mercato globale e spingendo il greggio oltre i 125 dollari al barile. In una situazione simile, il prezzo del gasolio subirebbe un forte aumento con effetti immediati sui costi di trasporto e sui flussi commerciali internazionali.


Le conseguenze per trasporti e supply chain

L’aumento del prezzo del gasolio si trasmette rapidamente all’economia reale, e in particolare al trasporto su strada che rappresenta l’ossatura della distribuzione delle merci in Europa.

Incrementi nell’ordine di 20–30 centesimi al litro possono tradursi in:

  • revisione dei meccanismi di adeguamento carburante nei contratti di trasporto;
  • rinegoziazione delle condizioni economiche tra vettori e committenti;
  • trasferimento dei maggiori costi lungo l’intera filiera fino al consumatore finale.

Per le imprese di autotrasporto il carburante rimane una variabile decisiva di sostenibilità economica. In un settore caratterizzato da margini ridotti, anche oscillazioni relativamente limitate del prezzo del gasolio possono incidere sulla redditività delle singole tratte e sull’equilibrio complessivo dei contratti logistici.


Un mercato sempre più geopolitico

L’analisi di Transporeon evidenzia come il mercato energetico globale sia sempre più influenzato da fattori geopolitici. In questo scenario, il monitoraggio costante dei mercati e una pianificazione logistica basata sui dati diventano strumenti fondamentali per ridurre l’esposizione ai rischi.

Per gli operatori della logistica e dell’autotrasporto, la gestione della volatilità energetica non è più un’eccezione ma una condizione strutturale del mercato. E la capacità di adattarsi rapidamente alle oscillazioni dei costi del carburante rappresenta ormai uno degli elementi chiave per mantenere competitività e stabilità operativa lungo l’intera supply chain.