GDO, logistica e infrastrutture: la Sicilia tra potenziale e rallentamenti strutturali
All’interno di FruTec, presso SiciliaFiera, si è svolto un confronto ad alta intensità tra istituzioni, grande distribuzione, amministrazioni locali, università e mondo produttivo.
Al centro non tanto l’evento in sé, quanto una domanda più ampia: cosa serve davvero alla filiera siciliana per diventare competitiva, soprattutto nella logistica e nel sistema dei trasporti?
Le dichiarazioni dei protagonisti – Cavaliere Giovanni Arena (Gruppo Arena), Marco Corsaro (Sindaco di Misterbianco), prof.ssa Alessandra Gentile e il Rettore dell’Università di Catania Prof. Foti, insieme ai rappresentanti della Regione Siciliana (Assessore Tamajo Assessore alle Attività Produttive e On. Agostino Deputato ARS) – tracciano una fotografia chiara: la Sicilia produce qualità, ma è frenata da un sistema logistico e infrastrutturale che non regge il passo.
La GDO: qualità dei prodotti alta, sistema logistico fragile
Il Cavaliere Giovanni Arena, a capo di una delle principali realtà della GDO siciliana, ha sottolineato come il vero problema non sia la qualità della produzione agricola – ormai riconosciuta a livello nazionale – ma la difficoltà nel portare questi prodotti sul mercato a costi e tempi competitivi.
Arena lo ha detto senza giri di parole:
“L’insularità pesa ancora troppo. Servono infrastrutture, collegamenti e logistica all’altezza, altrimenti la Sicilia continuerà a pagare costi aggiuntivi che il mercato non riconosce.”
Ha richiamato inoltre la necessità di una cultura della sostenibilità, da costruire non solo nelle imprese ma già nelle scuole, e l’impegno della GDO a coinvolgere nuovi player su queste temeatiche.
Ma senza una logistica efficiente, ogni sforzo sulla qualità rischia di rimanere incompiuto.
I Comuni chiedono un masterplan infrastrutturale
Il sindaco Marco Corsaro, intervenuto in rappresentanza delle amministrazioni locali, ha evidenziato il ruolo dei comuni nel creare condizioni di collaborazione tra pubblico e privato.
La sua richiesta è molto concreta: un masterplan infrastrutturale regionale, capace di:
- ridurre i costi di trasporto per le aziende agricole e della GDO
- creare continuità tra aree produttive e piattaforme logistiche
- migliorare la competitività dell’intera filiera
Corsaro ha invitato anche a raccontare la “Sicilia dei fatti”, una regione fatta di imprese che ogni giorno investono e producono eccellenza, ma spesso penalizzate da un sistema infrastrutturale che non le sostiene.
Università: innovazione, ricerca e trasferimento tecnologico
Il Rettore dell’Università di Catania e la prof.ssa Alessandra Gentile hanno ribadito l’importanza del ruolo accademico nel supportare la filiera.
La loro prospettiva è chiara: la Sicilia deve puntare su innovazione, tecnologie avanzate, ricerca genetica, sostenibilità e formazione professionale.
La prof.ssa Gentile ha parlato di sostenibilità, richiamando la necessità di strumenti che permettano di produrre di più utilizzando meno risorse naturali.
L’università si impegna anche a modulare i percorsi di studio per avvicinarli alle esigenze delle imprese agroalimentari e logistiche.
Regione Siciliana: fondi importanti ma serve una strategia chiara
Da parte dell’Assessorato Attività Produttive, l’intervento dell’assessore Tamajo e dell’On. D’Agostino ha confermato la disponibilità di risorse economiche significative: oltre 1,5 miliardi di euro tra bandi per digitalizzazione (“Digital Impresa”), innovazione (“Open Innovation”), ricerca (“Sicilia Classico”), export e internazionalizzazione.
La Regione ha evidenziato come la Sicilia, oggi, sia la regione italiana con la crescita economica più alta.
Ma la domanda degli operatori resta sospesa: come tradurre questi fondi in infrastrutture e logistica moderna?
Gli obiettivi dichiarati includono:
- rafforzare la sostenibilità delle filiere
- digitalizzare le imprese agricole e agroindustriali
- migliorare la catena di approvvigionamento e distribuzione
- sostenere l’export, anche verso i mercati orientali
- sfruttare appieno le potenzialità delle ZES
Ma affinché questi investimenti facciano davvero la differenza, serve una visione di lungo periodo.
Le richieste della filiera: stabilità, infrastrutture e competitività
Dalla discussione, queste sono le tre richieste più urgenti:
1. Stabilità normativa
Il Cavaliere Arena ha rimarcato l’impossibilità di programmare investimenti con norme che cambiano di continuo (come i continui ritocchi a Industria 4.0/5.0).
2. Infrastrutture logistiche integrate
Corsaro e Arena convergono: senza un sistema di trasporto moderno, intermodale e digitale, la Sicilia non potrà competere con il Nord Italia.
3. Valorizzazione del prodotto e costi di trasporto più bassi
Non bastano qualità e sostenibilità: serve la capacità di mettere il prodotto sul mercato a costi accettabili.
Qui la logistica – e soprattutto l’intermodalità – è la vera chiave.
La competitività della Sicilia dipende da trasporti e logistica
L’incontro a SiciliaFiera ha mostrato una Sicilia che vuole crescere e che ha tutti gli attori della filiera pronti a collaborare: GDO, istituzioni, università e imprese.
Ma il punto determinante è uno solo:
la logistica deve diventare il vero pilastro dello sviluppo agroalimentare siciliano.
Senza infrastrutture adeguate, la regione continuerà a produrre eccellenza senza riuscire a convertirla in valore economico.
Con una strategia logistica moderna, al contrario, la Sicilia può conquistare non solo l’Italia, ma anche i mercati internazionali.

