Il mercato dei container tra complessità, nuove tecnologie e scenari globali: l’analisi del Dottor Panaro (SRM – Intesa Sanpaolo)
Nel corso del webinar organizzato da Truck24, il Dottor Panaro del centro studi SRM – Intesa Sanpaolo ha offerto una panoramica ampia e molto concreta sul mercato dei container in Italia ed Europa, sul ruolo delle infrastrutture logistiche, sull’adozione dell’intelligenza artificiale e sulle prospettive dell’area nordafricana.
Una fotografia realistica e priva di estremi ottimismi, utile per comprendere dinamiche che influenzano direttamente autotrasporto, spedizionieri, intermodalità e sistemi portuali.
Un mercato complesso e in continua evoluzione
Il traffico container rappresenta uno dei termometri più affidabili sulla vitalità del sistema produttivo. Non è un mercato lineare: coesistono container pieni, vuoti, per import, export, porti gateway (dove si svuota) e porti di transhipment (dove la merce semplicemente transita).
A livello globale si sfiora ormai il miliardo di TEU, mentre l’Italia supera gli 11 milioni di TEU movimentati, con una concentrazione evidente nei distretti industriali del Nord: Lombardia, Veneto, Piemonte ed Emilia-Romagna. Le importazioni arrivano soprattutto dalla Cina, mentre le esportazioni italiane hanno come punti di riferimento Stati Uniti, Nord Africa e Medio Oriente, dove è fondamentale disporre di “servizi diretti”, cioè collegamenti senza interscambi che riducono tempi e costi logistici.
Il mercato rimane però esposto a variabili internazionali difficili da prevedere: le deviazioni delle navi via Capo di Buona Speranza, i rallentamenti a Suez, i dazi USA e le tempistiche dei trasporti marittimi impattano quotidianamente su costi e competitività.
Porti e investimenti: una corsa che non si può fermare
La competitività portuale si regge su investimenti continui: terminal più moderni, gru che costano decine di milioni di euro, mezzi di piazzale più veloci e soprattutto collegamenti ferroviari efficienti.
Il Sud Italia presenta differenze importanti:
- Gioia Tauro mantiene un ruolo centrale nel Mediterraneo come porto di transhipment, competitivo rispetto a Pireo, Malta e Port Said, anche grazie alla sua posizione isolata rispetto al tessuto urbano.
- Napoli si conferma strategico nelle rotte con Stati Uniti e Canada, grazie alla forte vocazione industriale campana.
La geografia, in questo settore, non è un dettaglio: determina la possibilità di attrarre o perdere servizi marittimi cruciali.
AI e logistica: una rivoluzione ancora agli inizi
SRM fotografa un dato chiaro: meno del 30% delle imprese manifatturiere italiane utilizza soluzioni di intelligenza artificiale.
Per molte aziende, soprattutto piccole e medie, il passaggio da processi manuali a sistemi automatizzati richiede risorse che non tutte possiedono: competenze, strutture interne, cybersecurity, capacità di elaborare e gestire dati.
Nel mondo dei container, l’AI sta iniziando ad affermarsi in ambiti specifici:
- gestione automatizzata dei piazzali portuali
- ottimizzazione dello stoccaggio
- pianificazione dei movimenti H24
- uso di macchinari “driverless” nei terminal di maggiore dimensione
L’AI però non può sostituire la governance: funziona solo quando supporta attività mirate e “addestrate” con dati di elevata qualità.
Il punto cruciale sottolineato dal Dottor Panaro è che l’innovazione deve creare professionalità nuove, non limitarsi a ridurre i costi operativi.
La nuova legge sugli interporti: dal coordinamento alla strategia
Secondo Panaro, la revisione normativa italiana sugli interporti deve avere un obiettivo chiaro: semplificare, rendere più veloci i processi e creare un ecosistema coordinato tra porti e piattaforme logistiche.
Molto spesso porto e interporto seguono strategie diverse, generando inefficienze. L’esempio di Trieste, che ha messo a sistema quattro interporti creando un polo logistico integrato, dimostra come la collaborazione possa generare attrattività, volumi e occupazione.
Una riforma è efficace solo se:
- migliora la catena logistica nel suo complesso
- crea valore aggiunto
- favorisce nuova occupazione
- rende il Paese più competitivo
L’Italia, sottolinea Panaro, deve cogliere questo momento per costruire un modello chiaro e proattivo.
Il Nord Africa: un’opportunità, ma non per tutti e non subito
Porti come Tanger Med, Port Said e Damietta sono diventati hub di livello mondiale, grazie a investimenti esteri, infrastrutture moderne e grandi free zone che integrano polo industriale e polo portuale.
Il Nord Africa è spesso indicato come la “nuova frontiera” per la logistica europea, ma Panaro mette un freno agli entusiasmi: la crescita demografica da sola non crea mercato. Senza politiche che aumentino reddito e potere d’acquisto, non nascerà una domanda interna sufficiente a sostenere un ecosistema logistico avanzato.
Il potenziale esiste, ma è condizionato: solo Paesi che crescono economicamente possono diventare partner logistici solidi per l’Europa e per l’Italia.
SRM: il centro studi che osserva il mare per capire l’economia
SRM, con sede a Napoli e parte del gruppo Intesa Sanpaolo, è oggi uno dei centri studi più autorevoli in Europa sui temi legati a trasporti, portualità e logistica. La sua attività permette di analizzare in modo interdisciplinare mercati, investimenti, infrastrutture e strategie, offrendo supporto informativo non solo al settore bancario ma a tutti gli operatori della supply chain.
Il messaggio chiave emerso dal webinar è chiaro: il mercato dei container sta vivendo una fase di trasformazione in cui tecnologia, geografia, finanza e politica si intrecciano. Porti, interporti e imprese devono considerare questi cambiamenti non come una minaccia ma come un passaggio inevitabile verso un sistema logistico più integrato, competitivo e capace di attrarre investimenti.

