10 Febbraio 2026
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Legge di Bilancio 2026: le disposizioni che riguardano l’autotrasporto e logistica

La Legge di Bilancio 2026, approvata in via definitiva a fine dicembre, interviene in modo mirato su alcuni snodi chiave del sistema dei trasporti e della logistica. Non introduce una riforma organica del settore, ma ridefinisce equilibri economici già delicati, incidendo su carburanti, liquidità, investimenti, ultimo miglio e occupazione.

Per le imprese di autotrasporto il messaggio è chiaro: chi opera con mezzi pesanti e strutture organizzate riesce a mantenere una certa stabilità, mentre i segmenti più fragili – trasporto leggero, urbano e ultimo miglio – risultano maggiormente esposti all’aumento dei costi.


Carburanti: aumento formale, impatto differenziato

Dal 1° gennaio 2026 entra in vigore il riallineamento delle accise su benzina e gasolio, con un aumento di 4,05 centesimi al litro sul gasolio. Per l’autotrasporto professionale sopra le 7,5 tonnellate Euro V ed Euro VI, l’effetto è sostanzialmente neutro grazie al rimborso trimestrale delle accise, che continua a compensare l’incremento.

Il problema non è tanto il costo finale, quanto la gestione della liquidità: le imprese anticipano un’imposta più elevata e recuperano il beneficio solo successivamente, con effetti sul cash flow.

La situazione cambia radicalmente per:

  • veicoli sotto le 7,5 tonnellate,
  • flotte più datate,
  • servizi di distribuzione urbana e ultimo miglio.

In questi casi l’aumento delle accise si traduce in costi diretti, difficilmente ribaltabili sui clienti in un mercato già molto competitivo.


Crediti accise: salvaguardata la compensazione

Uno dei punti più delicati della manovra riguardava la possibilità di limitare la compensazione dei crediti accise con contributi e premi assicurativi. Una misura che avrebbe avuto un impatto pesantissimo sulla liquidità del settore.

Il testo definitivo evita questo scenario: resta possibile utilizzare i crediti per compensare Inps e Inail, preservando un equilibrio finanziario stimato in circa 1,8 miliardi di euro a favore delle imprese di autotrasporto. Un risultato ottenuto grazie alla pressione delle associazioni di categoria e considerato vitale per la tenuta del comparto.


Rinnovo del parco veicolare: orizzonte lungo, ma selettivo

La Legge di Bilancio conferma un approccio pluriennale agli investimenti, con 590 milioni di euro dal 2027 al 2031 destinati al rinnovo del parco veicolare.

Gli incentivi saranno concentrati su:

  • veicoli elettrici e a idrogeno,
  • mezzi a bio-LNG,
  • solo in parte su diesel Euro VI di ultima generazione.

Per le imprese più strutturate si apre una finestra di programmazione importante. Per le piccole realtà, invece, il problema resta il costo elevato delle nuove tecnologie, che rende l’accesso agli incentivi possibile solo con una solida capacità finanziaria.


Fiscalità e investimenti: torna la leva delle deduzioni

Sul fronte fiscale, la manovra introduce una maxi-deduzione sugli investimenti legati all’efficienza energetica e alla digitalizzazione, con percentuali che possono arrivare fino al 180–220% per le piccole imprese.

Nel settore trasporti e logistica la misura riguarda:

  • veicoli,
  • magazzini automatizzati,
  • sistemi di gestione e tracciabilità,
  • impianti per la logistica del freddo.

Resta inoltre operativa la Nuova Sabatini, che continua a essere uno strumento concreto per ridurre il costo del credito su camion, rimorchi e attrezzature.


Intermodalità e Zls: continuità senza accelerazione

La manovra conferma le risorse per:

  • Zone Logistiche Semplificate,
  • Marebonus e Ferrobonus,
  • compensazioni per i cantieri ferroviari legati al PNRR.

Si tratta di misure di continuità, utili a mantenere in equilibrio il sistema, ma che non rappresentano una svolta strutturale verso il riequilibrio modale.


E-commerce e ultimo miglio: nuovi oneri in arrivo

Uno degli effetti più immediati riguarda l’introduzione di una tassa fissa sui pacchi di valore inferiore a 150 euro provenienti da Paesi extra UE. La misura colpisce direttamente corrieri, operatori logistici e dogane.

Per le imprese dell’ultimo miglio significa:

  • adeguamento dei sistemi informatici,
  • aumento dei costi amministrativi,
  • possibile pressione al rialzo sulle tariffe finali.

Un passaggio che rischia di appesantire ulteriormente un segmento già caratterizzato da margini ridotti.


Lavoro: incentivi alle assunzioni stabili

Sul fronte occupazionale, la manovra introduce una super-deduzione del costo del lavoro per le nuove assunzioni a tempo indeterminato, con maggiorazioni per giovani, donne e soggetti svantaggiati.

Per un settore che soffre una carenza strutturale di autisti, la misura può rappresentare un incentivo concreto alla stabilizzazione dei rapporti di lavoro, anche se non risolve il problema della mancanza di manodopera qualificata

La Legge di Bilancio 2026 non rivoluziona il sistema dei trasporti, ma ne ridefinisce con maggiore precisione gli equilibri.
L’autotrasporto pesante riesce a mantenere una certa stabilità, mentre il trasporto leggero e l’ultimo miglio risultano più esposti all’aumento dei costi. Le opportunità su investimenti e lavoro esistono, ma richiedono capacità di pianificazione, solidità finanziaria e visione strategica.

Per le imprese di trasporto e logistica, il vero nodo non è solo conoscere le misure, ma saperle leggere e utilizzare in modo selettivo, distinguendo ciò che è realmente utile da ciò che rischia di restare sulla carta.