Nuove regole sui pallet: rischio responsabilità improprie per l’autotrasporto
Le nuove norme sulla gestione dei pallet, introdotte dalla riforma degli articoli 17-bis e 17-ter del DL 21/2022, stanno creando molte incertezze tra le aziende di autotrasporto.
Le associazioni di categoria (FIAP su tutte) segnalano che, se non verranno chiariti alcuni passaggi, il rischio è quello di scaricare sui vettori responsabilità che non possono controllare.
Le norme puntano a rendere più trasparente il sistema di interscambio dei pallet, ma il settore teme che senza indicazioni precise possano nascere fraintendimenti e obblighi aggiuntivi difficili da gestire nella pratica quotidiana.
Perché i trasportatori sono preoccupati
Al centro della questione c’è un principio già stabilito dal DM 20 settembre 2008: la gestione dei pallet non fa parte automaticamente del contratto di trasporto.
Diventa un compito del vettore solo se c’è un accordo specifico e retribuito.
Le associazioni dell’autotrasporto ricordano che il trasportatore non può essere ritenuto responsabile della quantità o della qualità dei pallet restituiti, perché queste attività dipendono dal destinatario della merce.
Il vettore consegna, ma non può controllare cosa accade durante lo scarico o durante la gestione dei pallet da parte del ricevente.
Le nuove norme rischiano però di creare un intreccio di obblighi non sempre chiari e difficili da applicare, soprattutto in assenza di indicazioni operative condivise.
Un rischio di interpretazioni diverse e contenziosi
Un altro punto critico sollevato dalle associazioni riguarda l’assenza di un confronto preliminare prima dell’entrata in vigore della riforma.
Questo ha portato a una situazione in cui:
- gli operatori potrebbero interpretare le regole in modo diverso;
- i trasportatori rischiano di assumersi responsabilità che non spettano loro;
- la gestione dei pallet potrebbe diventare motivo di dispute tra committenti, vettori e destinatari.
Per questo le associazioni chiedono un chiarimento ufficiale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, così da evitare incertezze operative e garantire uniformità di applicazione.
Come si fa in Europa
Le associazioni ricordano anche che in molti Paesi europei il sistema è molto più semplice: i pallet vengono considerati beni economici, quindi si comprano e si vendono come qualsiasi altro materiale.
Questo evita:
- discussioni sull’interscambio;
- responsabilità indirette;
- perdite di tempo nella fase di consegna e ritiro.
Secondo il settore, adottare modelli simili renderebbe il sistema più trasparente e favorirebbe un equilibrio più stabile tra tutti i soggetti coinvolti nella filiera.
La richiesta al Ministero
Le associazioni dell’autotrasporto propongono di aprire un confronto con tutte le parti interessate e presentare al Ministero una richiesta comune.
Obiettivo: avere una posizione chiara e ufficiale che definisca in modo semplice cosa compete al vettore e cosa no.
Il messaggio finale è che trasporto e logistica sono fondamentali per la competitività del Paese.
Le regole devono:
- ridurre la complessità,
- evitare responsabilità improprie,
- garantire certezza agli operatori che mantengono attiva la filiera ogni giorno.

