13 Febbraio 2026
Truck24
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Obbligo indicazione delle emissioni nelle immatricolazioni mezzi pesanti

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti datato 2 luglio 2025, cambia ufficialmente il modo in cui vengono immatricolati i mezzi pesanti in Italia. La novità più rilevante riguarda l’introduzione dell’obbligo di indicare le emissioni di CO₂ nei documenti rilasciati al momento della prima immatricolazione. Si tratta di un adeguamento alle disposizioni europee previste dalla Direttiva (UE) 2022/362, che punta a rendere più trasparente e uniforme a livello comunitario la classificazione ambientale dei veicoli pesanti.

In concreto, la nuova norma prevede che nella carta di circolazione vengano inserite due informazioni aggiuntive: il campo V.7 dovrà riportare il valore delle emissioni di CO₂ in grammi per chilometro, se tale dato è disponibile nel certificato di conformità del costruttore o nel certificato di omologazione individuale; inoltre viene introdotto il nuovo campo V.10, dedicato alla classe di emissione CO₂ del veicolo, assegnata al momento della prima immatricolazione. Questo aggiornamento normativo è destinato a incidere profondamente sulle politiche ambientali applicate al settore dei trasporti, permettendo ad esempio una più equa modulazione dei pedaggi e delle tariffe di accesso alle infrastrutture in base all’impatto ambientale effettivo dei mezzi.

La logica alla base di questa riforma è semplice: premiare chi investe in veicoli a basse emissioni e disincentivare l’uso di quelli più inquinanti. Oltre alla trasparenza e alla tracciabilità delle emissioni, l’introduzione di questi dati nei documenti di circolazione consentirà un miglior monitoraggio ambientale del parco veicoli circolante e, nel tempo, stimolerà il rinnovo delle flotte aziendali con mezzi più moderni ed ecologici. Una svolta importante, che segna un ulteriore passo verso la transizione ecologica del settore.

Ma c’è di più: secondo quanto specificato nella Circolare n. 10114 del 24 luglio 2025, le nuove regole non si limiteranno ai soli veicoli di nuova immatricolazione. Con un successivo provvedimento della Direzione Generale della Motorizzazione saranno infatti definite le modalità operative per l’aggiornamento dei documenti anche per i mezzi già in circolazione. In altre parole, le imprese di autotrasporto dovranno prepararsi a integrare retroattivamente i dati sulle emissioni anche nei libretti dei veicoli attualmente presenti in flotta.

Per il mondo dell’autotrasporto e della logistica, le conseguenze sono tutt’altro che marginali. Le aziende dovranno affrontare un incremento delle attività burocratiche, sia nella fase di acquisto che di gestione documentale. Inoltre, dovranno considerare l’impatto economico derivante da una possibile rimodulazione dei costi di accesso alla rete viaria sulla base della classe ambientale. Tuttavia, non mancano le opportunità: chi sceglierà di puntare su mezzi a basso impatto potrà beneficiare non solo di agevolazioni fiscali e risparmi sui pedaggi, ma anche di un ritorno positivo in termini di immagine e responsabilità ambientale, sempre più importante nelle gare d’appalto e nelle relazioni commerciali.

In conclusione, il decreto del 2 luglio 2025 rappresenta un passaggio obbligato verso una gestione più sostenibile del trasporto merci su gomma. Ma come ogni cambiamento normativo, richiede preparazione, informazione e capacità di adattamento. Chi saprà anticipare gli effetti di questa riforma, investendo per tempo in tecnologie e soluzioni più pulite, sarà premiato nel medio-lungo periodo. Chi invece sottovaluterà l’impatto del provvedimento rischia di trovarsi impreparato di fronte a un sistema che sempre più premia l’efficienza ambientale.