Senza dispositivi di sicurezza si rischia il fermo tecnico dei trasporti

A meno di una settimana dalle restrizioni imposte dal Governo sulla vita, sul lavoro e sulla circolazione degli italiani – appaiono le prime crepe al sistema che sta approvvigionando le industrie che ancora lavorano e soprattutto la distribuzione di beni di prima necessità.

Senza dispositivi di sicurezza non è possibile proseguire con il lavoro. Mancano soprattutto mascherine adatte a non contrarre il virus.

Inoltre molti conducenti si rifiutano di eseguire i servizi sia per timore dei contagi, sia per la scarsa disponibilità dei necessari servizi di base per i conducenti, come il divieto di accesso agli autotrasportatori a servizi igienici e centri di ristorazione; porti e centri di carico/scarico sono ormai inaccessibili, con i mezzi costretti a sostare per ore e quindi a subire condizioni economiche insostenibili; i transiti ai confini (Austria, Slovenia) si sono trasformati in incubi; in molti casi il mezzo è fermo con merce a bordo perché non gli è stato consentito lo scarico, a causa di scioperi improvvisi o per mancanza di dispositivi di protezione; le revisioni ai mezzi pesanti sono state annullate e rinviate, e quindi migliaia di mezzi sono fuori gioco.

In questo modo si rischia il fermo tecnico e la catena di produzione e approvigionamento si blocca con tutte le conseguenze del caso.

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