Trasporti e logistica sono sempre più dipendenti dalle nuove tecnologie.

I processi burocratici, le procedure di immagazzinaggio e di carico/scarico delle merci, gli stessi sistemi di funzionamento dei mezzi pesanti sono, infatti, strettamente legati alla digitalizzazione, da cui dipende l’efficientamento del sistema.
L’Italia però, rispetto agli altri Paesi Ue, è piuttosto indietro in questo campo.
Questo è quanto emerso nel corso di un webinar organizzato da TTS, l’Associazione Nazionale per la Telematica per i Trasporti e la Sicurezza, per discutere sullo stato dell’arte dellapplicazione dei sistemi di trasporti intelligenti alla logistica nel nostro Paese.
Il punto di partenza è un’analisi, realizzata a partire dallo scorso anno.
La logistica riveste un ruolo fondamentale per l’economia italiana e rappresenta 85 miliardi di fatturato, pari a circa il 9% del Pil nazionale. Criticità ed inefficienze costano però al Paese circa 70 miliardi di euro ogni anno, di cui 30 a causa della carenza di semplificazione e di digitalizzazione di processi. In questo senso, il Recovery Fund può rappresentare una buona occasione da cogliere per colmare alcuni gap considerando che il 20% dei fondi previsti sono destinati alla trasformazione digitale.

Le tecnologie da applicare esistono, manca però una serie di strumenti normativi, formativi, culturali per cambiare il paradigma.

Alcuni interventi in questo senso sono stati già compiuti. Per quel che riguarda il settore dell’autotrasporto, Enrico Finocchi, presidente dell’Albo Nazionale degli Autotrasportatori, ha ricordato, ad esempio, il ruolo di UIRNet che tramite i servizi della Piattaforma Logistica Nazionale è in grado di avviare strumenti come il centro unico di gestione delle autorizzazioni per gli accessi ai nodi logistici.
Ma tra le iniziative di prossima realizzazione c’è anche la digitalizzazione della lettera di vettura internazionale CMR, che potrà realizzarsi grazie ai fondi del PNRR. Anche, in questo caso, Finocchi ha sottolineato l’impegno e la disponibilità dell’Albo.

Sul tema del CMR c’è però una criticità da risolvere perché il sistema sia realmente funzionale: “nei trasporti internazionali – ha detto il presidente dell’Albo – è necessaria una effettiva armonizzazione fra gli Stati”.

L’Albo è  impegnato anche nella realizzazione del progetto Pass4core che prevede la creazione più di 1.400 piazzole certificate sulla rete stradale nazionale insieme alla predisposizione di servizi per gli autotrasportatori e alla realizzazione di un’app dedicata.

L’app sarà in grado di indicare agli autisti la situazione degli stalli, di localizzarli e di permettere la prenotazione, riducendo tempi di attesa con conseguenze positive anche in termini di risparmio di emissioni nocive; uno strumento che una volta pronto potrà essere utilizzato anche per altre applicazioni.

Digitalizzazione va a braccetto anche con sostenibilità.

Nel corso dell’evento, è emerso infatti anche il tema della necessità di favorire il ricambio del parco veicolare nazionale, un intervento che si auspica sia inserito nel PNRR. Mezzi nuovi rappresentano non solo minori emissioni, ma anche maggiore possibilità di sfruttare gli strumenti offerti dall’automazione, come il platooning o come il dialogo infrastruttura – veicolo.

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