14 Gennaio 2026
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ZTL, Sosta e Nuove Multe per l’Autotrasporto: cosa cambia con la circolare del Ministero dell’Interno

Una nuova circolare del Ministero dell’Interno – Direzione Centrale per la Polizia Stradale – porta un significativo cambio di passo nella gestione delle multe relative a ZTL e sosta a pagamento, introducendo novità che toccano direttamente le imprese di autotrasporto e i conducenti professionali. Si tratta di un chiarimento attuativo alla legge n. 177/2024, che interviene su aspetti cruciali dell’articolo 7 del Codice della Strada. Un segnale chiaro: i comportamenti scorretti in ambito urbano non saranno più tollerati, nemmeno se si tratta di “semplici” omissioni di pagamento.

Con l’entrata in vigore della nuova disciplina, il mancato pagamento del pedaggio per l’accesso alle Zone a Traffico Limitato o della tariffa per la sosta su strada viene automaticamente incorporato nella sanzione amministrativa. È un automatismo che elimina ogni margine interpretativo: se si accede senza pagare, l’importo dovuto verrà sommato alla multa base.

Esempio pratico:

  • Accesso non autorizzato a una ZTL con tariffa di 5 euro → sanzione base 83 € → multa effettiva: 88 €.
  • Pagamento in misura ridotta (entro 5 giorni): 63,10 €, ma la quota tariffaria resta interamente dovuta.
  • Decorso il termine di 60 giorni: la multa raddoppia a 171 € (166 € + 5 €).

Mezzi pesanti e sosta: attenzione alle tariffe giornaliere

Un altro punto critico riguarda la sosta dei veicoli industriali, che spesso necessitano di pause prolungate per operazioni logistiche o per rispettare i tempi di guida e riposo. La circolare chiarisce che in caso di mancato pagamento della sosta, la tariffa intera (oraria o giornaliera) sarà applicata in aggiunta alla sanzione.

Un esempio:

  • In una zona dove la sosta costa 2 €/ora per 12 ore → 24 €.
  • Se è prevista una tariffa giornaliera agevolata (es. 12 €), sarà questa a essere sommata alla sanzione.

Trasparenza nei verbali: un passo avanti

Uno degli elementi più apprezzabili del documento ministeriale riguarda la trasparenza e uniformità nell’emissione dei verbali. Gli agenti dovranno specificare chiaramente:

  • l’importo della sanzione amministrativa,
  • l’importo della tariffa non corrisposta.

Un aspetto che contrasta l’arbitrarietà e rende omogenee le prassi operative tra diverse amministrazioni locali. Questo è particolarmente importante per il mondo dell’autotrasporto, spesso penalizzato da difformità interpretative tra Comuni.

Le aziende devono considerare queste modifiche non come meri adempimenti burocratici, ma come fattori che incidono concretamente sulla gestione economica della flotta. La sommatoria di microinfrazioni può, in un anno, diventare una voce di spesa rilevante, influenzando la marginalità dei trasporti urbani.

Le azioni suggerite:

  • Verificare sistematicamente le regole ZTL dei Comuni in cui si opera.
  • Predisporre strumenti digitali per il pagamento anticipato delle tariffe.
  • Formare gli autisti sul nuovo quadro sanzionatorio

La circolare ha il merito di introdurre chiarezza normativa e maggiore equità, ma rischia anche di scaricare sulle imprese l’ennesimo carico di burocrazia e di costi “nascosti”. Mentre da un lato si rafforza il principio di “chi usa, paga”, dall’altro non si accompagnano queste misure con strumenti tecnici adeguati per facilitare il pagamento o la verifica preventiva degli obblighi da parte degli operatori.

Sarebbe auspicabile che le amministrazioni locali attivassero piattaforme unificate e interoperabili, in grado di semplificare il processo per chi, ogni giorno, movimenta merci nei centri urbani. Un’applicazione nazionale per i pagamenti ZTL e sosta dei mezzi pesanti, per esempio, rappresenterebbe una vera svolta.

La circolare ministeriale rappresenta un tassello importante verso una regolazione più stringente della mobilità urbana. Ma affinché questa sia davvero efficace, deve essere accompagnata da digitalizzazione dei processi, omogeneità delle regole locali e maggiore collaborazione tra pubblico e operatori della logistica.

Il futuro della città passa anche da qui: da una mobilità pesante più consapevole, ma anche da istituzioni più capaci di ascoltare e supportare chi, sulle strade, lavora ogni giorno.