13 Giugno 2024
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Tutta Italia è zona protetta: Autocertificazione per spostamenti di lavoro, necessità e salute. No quarantena a chi si sposta per lavoro

L’ordinanza di protezione civile Ocdpc n. 646 dell’8 marzo 2008 chiarisce che chi deve spostarsi per esigenze di lavoro, come gli autotrasportatori o il personale ferroviario, può farlo e non è perciò sottoposto a misure di quarantena. Lo chiariscono fonti di governo spiegando che la disposizione integra le ordinanze di varie regioni in particolare del Sud, specificando in maniera univoca per tutte che non si possono porre in quarantena coloro che per ragioni di lavoro debbano muoversi.

Il governo ha emesso un nuovo DCPM dell’ 9 Marzo 2020 con il quale, di fronte alla diffusione dei contagi da Coronavirus, vengono stabilite restrizioni agli spostamenti delle persone IN TUTTA ITALIA.

Va pertanto evitato «ogni spostamento delle persone fisiche, salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità» o «per motivi di salute».

Per muoversi, occorre avere un’autocertificazione. Bisognerà dimostrare che ci si muove per motivi di lavoro o per gravi esigenze sanitarie o familiari.

Per questo il ministero dell’Interno ha predisposto un modulo che si può scaricare dal sito del Viminale o anche qui, va compilato ed esibito al momento del controllo.

Chi non può scaricarlo e stamparlo può copiare il testo e portare la dichiarazione con sé.

Chi deve fare sempre lo stesso spostamento può utilizzare un unico modulo specificando che si tratta di un impegno a cadenza fissa. La stessa modalità vale anche per chi ha esigenze familiari che si ripetono quotidianamente oppure a scadenze fisse e dunque può indicare la frequenza degli spostamenti senza bisogno di utilizzare moduli diversi. Ad esempio chi deve spostarsi tra i comuni per raggiungere i figli o altri parenti da assistere oppure per impegni di carattere sanitario.

Se si viene fermati si può fare una dichiarazione che le forze dell’ordine trascriveranno ma sulla quale potranno fare verifiche anche successive. Spetta al cittadino dimostrare di aver detto la verità.

Se i riscontri saranno negativi scatta la denuncia per inosservanza di un provvedimento dell’autorità che prevede l’arresto fino a tre mesi e una denuncia per reati dolosi contro la salute pubblica.

La ministra Luciana Lamorgese ha raccomandato nella circolare ai prefetti che le forze dell’ordine informino i cittadini sui rischi per cui mente.

Ricordiamo le precauzioni e gli obblighi da seguire per gli autotrasportatori chi si mettono in viaggio:

Il primo obbligo del datore di lavoro è valutare tutti i rischi, anche quelli sanitari, e informare i lavoratori. L’epidemia di Covid-19 introduce il rischio biologico in molte imprese che finora non lo hanno considerato e il secondo passo, dopo l’informazione specifica, è attivare misure collettive e personali per prevenire l’infezione. Quelle che interessano maggiormente il trasporto e la logistica sono alcune misure di protezione collettiva e individuale.

Nel primo caso, il primo provvedimento è evitare il sovraffollamento e la vicinanza tra le persone non solo sul posto di lavoro, ma anche in locali comuni, come mense, erogatori di bevande, montacarichi, ascensori. In linea generale, il ministero della Salute consiglia una distanza di almeno due metri da altre persone, specialmente se tossiscono o starnutiscono o se hanno la febbre. Ricordiamo che altre prescrizioni importanti sono lavarsi spesso le mani ed evitare di toccarsi occhi, bocca e naso con le mani non pulite. L’impresa deve assicurare un frequente ricambio dell’aria e la pulizia con prodotti igienizzanti.

In certi casi sono necessari dispositivi di protezione individuale, tra cui spiccano guanti e mascherine. I primi servono a chi tocca spesso superfici usate da altre persone. Bisogna cambiarli frequentemente e evitare di toccarsi il viso quando sono indossati. Inoltre, prima e dopo indossare i guanti è opportuno lavarsi le mani o passare prodotti disinfettanti. Per quanto riguarda le mascherine, bisogna essere consapevoli che non tutte proteggono nello stesso modo. Se necessario, bisognerebbe indossare almeno le semimaschere (che coprono naso, bocca e mento) con filtro che soddisfano i criteri della normativa UNI EN 149.2001. Più efficaci sono le semimaschere certificate FF3 e FF3, che però sono usate prevalentemente in ambito medico. Le maschere chirurgiche o igieniche senza filtro possono servire solo per evitare che gli altri si contagino con la nostra saliva.

Per quanto riguarda gli autisti non esistono prescrizioni specifiche obbligatorie. Oltre a quelle comuni si può consigliare di restare in cabina quando possibile. La cabina va tenuta pulita e areata (il virus non si trasmette tramite l’aria, ma tramite gocce di saliva) ed è meglio limitare il più possibile l’accesso a estranei. Se il camion è condiviso da più autisti e consigliabile pulire le superfici interne ogni cambio di conducente. Nel caso si debbano usare dispositivi comuni, come transpallet o rollbox, consigliamo di farlo usando i guanti.

È importante ricordarsi che i touch screen possono essere fonte di contagio se usati frequentemente da tante persone. In questo caso si possono indossare guanti specifici oppure usare le apposite penne invece delle dita. In tutti i casi, bisogna lavarsi le mani dopo l’uso (o usare un prodotto igienizzante). Consigliamo anche una frequente pulizia del proprio smartphone con qualsiasi prodotto igienizzante.

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