DIVIETO DI RIPOSO IN CABINA: MULTE IN ITALIA E ALL’ESTERO

Il divieto di riposo regolare settimanale in cabina, quello delle 45 ore, negli ultimi anni ha subito una serie di variazioni. Ciò si è verificato perché spesso accadeva che, pur essendoci delle normative ben precise in merito, le stesse venissero eluse con vari trucchetti da parte delle aziende dell’autotrasporto. In diversi casi, infatti, le aziende adottavano degli espedienti per aggirare i controlli, facendo fermare i loro veicoli per il fine settimana al di fuori dei Paesi in cui vigeva il divieto, per poi farli rientrare allo scadere del termine della sosta. Questa pratica di fatto eludeva la normativa. Per questo motivo, sono state introdotte nuove leggi che prevedono multe salatissime nei confronti di chi non svolge regolarmente il riposo settimanale, indipendentemente dallo Stato in cui effettua la sosta.

Francia, Germania, Belgio, Paesi Bassi, Italia e Spagna hanno sancito il divieto di riposo in cabina sia all’interno che all’esterno dei loro confini. L’introduzione di questa normativa di fatto scoraggia tutte quelle imprese di trasporto “furbette” che lasciavano dormire i loro dipendenti al di fuori dello Stato in cui effettuavano il trasporto.

Il divieto di svolgere il riposo settimanale regolare nella cabina dei camion è stato ufficializzato anche in Spagna il 21 febbraio 2019. In realtà, il testo era già pronto e approvato dal 2018 ma, secondo la legge, per entrare in vigore era necessario attendere il nuovo Ratt, cioè la riforma della normativa sull’autotrasporto spagnolo. In seguito alle pressioni delle associazioni dell’autotrasporto, il Governo spagnolo ha ora introdotto questo divieto che impone sanzioni fino a 2.000 euro.

Il recente pronunciamento ufficiale della Commissione Europea rischia però di ribaltare il regolamento relativo al divieto di riposo settimanale in cabina. Secondo la CE, per sanzionare la violazione del divieto di riposo in cabina di un autotrasportatore, è necessaria la flagranza. In poche parole, le forze dell’ordine devono sorprendere l’autista mentre sta effettivamente dormendo all interno della cabina nel corso del riposo settimanale di 45 ore, per poter erogare la multa. La Commissione, inoltre, sottolinea che la polizia non può controllare il luogo in cui gli autisti hanno passato il periodo di riposo nei 28 giorni precedenti e che non è richiesta la conservazione di scontrini o documenti che attestano l’avvenuto pernottamento. Il pronunciamento della CE rischia quindi di generare altro caos; infatti già insorgono numerose polemiche per una situazione che si preannuncia piuttosto confusa.

Nella pratica c’è, però, una complicanza. Un recente pronunciamento della Commissione Europea ha stabilito che la multa per violazione del divieto di riposo in cabina settimanale può essere erogata solo se c’è la flagranza, ovvero se il camionista viene colto sul fatto, mentre effettua il riposo di 45 ore in cabina.

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