16 Aprile 2024
News

Emergenza Coronavirus: Caos al porto di Genova, si ferma pure Fincantieri

Dopo che ieri si sono registrate le prime tensioni e un blocco dell’attività nel maggior terminal del porto di Genova, il PSA Pra’, che in queste ore sta tornando alla normalità dopo gli interventi di ieri (in attesa però di capire che accadrà al primo cambio turno), stamane anche i lavoratori di altre banchine, in particolare Messina e San Giorgio, hanno sollevato il problema della sanificazione di mezzi e ambienti di lavoro.

A tal fine un nuovo Comitato di Igiene e Sicurezza sta per iniziare, dopo che quello convocato ieri dall’Autorità di Sistema Portuale si è risolto in un fiasco, non avendo prodotto alcuna indicazione né linea guida precisa. Del resto l’assenza all’incontro telematico del vertice stesso dell’ente, il presidente Paolo Emilio Signorini, è stata emblematica, la riunione è stato un tentativo sterile di addossare all’una o all’altra amministrazione la responsabilità di una scelta (i rappresentanti di USMAF avrebbero anche abbandonato la riunione) e la situazione, malgrado la necessità di decisioni rapide e chiare, è rimasta ferma. Coi terminalisti quindi liberi di scegliere tempi e modalità di sanificazione e i lavoratori di contestarli. Impossibile evidentemente sperare in un’autodisciplina, che sarebbe d’altronde tacciabile di soggettività anche laddove si rinunciasse alle rese ordinarie per lasciare spazio a interventi di igienizzazione straordinari.

Intanto le sigle dei metalmeccanici, FIM Cisl, Fiom Cgil e Uil-UILM, hanno dichiarato sciopero da oggi alle 12 fino a domani alle 17 per il comparto delle riparazioni navali. Da tempo (da prima dell’esplosione dell’epidemia di coronavirus) le organizzazioni sindacali denunciano la mancata riapertura del presidio medico sanitario chiuso nel settembre 2017. Una prima iniziativa, programmata 7 giorni fa, era stata annullata dalle OOSS per non creare ulteriori disagi in una situazione già difficile, ma l’evolvere dello scenario ha portato il sindacato a ritenere non più sussistenti le condizioni di sicurezza necessarie per lavorare.

Dopo le agitazioni di portuali e autotrasportatori e lo sciopero proclamato dalle organizzazioni sindacali per i lavoratori delle riparazioni navali, la paura da coronavirus arriva allo stabilimento genovese di Fincantieri a Sestri Ponente.

In questo caso a prendere l’iniziativa sono stati RSU e RLS (Rappresentanza Sindacale Unitaria e Rappresentanti Lavoratori per la Sicurezza).

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