Fermo Autotrasporto isolano: aperture da parte del MIT

Durante la protesta dell’autotrasporto contro l’aumento dei costi delle autostrade del mare è avvenuto un incontro tra le associazioni degli autotrasportatori e i rappresentanti del ministero dei Trasporti, che porteranno alcuni provvedimenti la settimana prossima.

All’alba del 7 gennaio 2020 gli autotrasportatori siciliani hanno picchettato gli accessi al porto di Catania, dove non hanno fatto entrare i veicoli pesanti, e attuato presidi più morbidi in quelli di Palermo e Termini Imerese, mentre in Sardegna sono avvenuti sit-in nei porti di Cagliari, Olbia e Porto Torres. Queste manifestazioni, coordinate da Trasportounito, sono avvenute contro l’aumento delle tariffe dei traghetti causato dall’obbligo (entrato in vigore il 1° gennaio 2020) di usare solo carburante a basso tenore di zolfo su tutte le navi, che costa più di quello finora usato. A Cagliari alcuni autisti hanno parcheggiato camion e rimorchi lungo il viale di accesso al porto, aderendo alla protesta.
Nel pomeriggio è avvenuto un incontro tra le associazioni degli autotrasportatori e la ministra dei Trasporti, Paola De Micheli, e il vice-ministro Giancarlo Cancelleri. Dopo la riunione non sono stati annunciati provvedimenti concreti, ma Trasportounito ha comunicato due importanti impegni presi dal ministero: “Gli autotrasportatori potranno intervenire direttamente nella fase di definizione dei criteri della Convenzione sulla continuità territoriale, che dalla fine di luglio dovrà sostituire quella esistente. Parallelamente, per quanto riguarda i trasporti marittimi da e per la Sicilia saranno valutate entro la prossima settimana le possibilità concrete di utilizzo del Marebonus, per attenuare l’impatto dei rincari sul costo del carburante a basse emissioni”. La riunione è stata aggiornata alla prossima settimana, quando il ministero dovrebbe portare provvedimenti operativi. Oggi gli autotrasportatori siciliani hanno incontrato anche i rappresentanti della Regione Sicilia.

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