Comunicazioni del Presidente di fine anno 2015.

convegno trasporti 6Quest’anno il calendario fa cadere le festività del S. Natale e del Primo giorno dell’anno di venerdì e questo mi induce a trasformare le mie comunicazioni settimanali in un riassunto annuale di quelle che sono le più significative iniziative realizzate.

Innanzitutto mi consentirete di iniziare formulando a  ciascuno di Voi ed alle Vostre famiglie i miei più calorosi e sentiti auguri di Buone Feste.

In secondo luogo, non come importanza, desidero ringraziare tutti coloro che hanno in modo convinto operato per il bene della Federazione. Se alcuni risultati sono stati raggiunti è soprattutto perché tutti insieme abbiamo operato nell’interesse comune. Grazie ancora!

L’anno che si chiude è certamente stato impegnativo ed ha visto la federazione particolarmente attiva nel sostenere alcuni temi. I risultati non sempre sono stati quelli auspicati ma comunque si sono dimostrati passi in avanti. Ovviamente non li elencherò tutti. Accennerò solo quelli più significativi.

LA SICUREZZA COME VALORE INDISPENSABILE

Riorganizzazione dei poteri del Comitato Centrale dell’Albo per dare più forza alle imprese che rispettano le regole; difesa dei costi della sicurezza in tutte le sedi (Tribunali amministrativi, Corte di Giustizia, ministero e da ultimo Corte Costituzionale). Questi i temi che in riunioni, contatti politici e con la categoria abbiamo cercato di rappresentare con coerenza, anche se questa non è stata dimostrata da tutti. Oggi sul sito del Ministero vengono pubblicati i parametri di riferimento derivanti dal rispetto delle normative sulla sicurezza sociale e della circolazione. Un passo in avanti che si aggiunge agli effetti dell’azione diretta.

Anche sulle modifiche al codice della strada l’attività della nostra realtà associativa non è venuta meno. Gli interventi presso le Commissioni parlamentari, gli articoli sulla stampa e le proposte, sempre argomentate, che siamo riusciti a far pervenire, non ultima la posizione critica sulla parte sanzionatoria che si applicherà alla fattispecie dell’omicidio stradale, hanno fatto sì che molti interventi negativi venissero modificati e proposte più rispondenti ai principi della sicurezza introdotti nei vari provvedimenti di legge.

Più sicurezza sulle strade significa anche più attenzione al rispetto delle norme sui tempi di guida e di riposo che impattano notevolmente con la nostra attività. Altrettanto l’attenzione che abbiamo voluto assegnare alla prossima introduzione della direttiva comunitaria sulle apnee notturne. Abbiamo attirato l’attenzione, attraverso due convegni patrocinati, delle possibili conseguenze sull’attività di coloro che guidano di un recepimento ampio della direttiva . Da notizie sappiamo che il Ministero della Salute sarebbe orientato ad applicare, da subito per i conducenti dei mezzi pesanti, la norma in modo restrittivo. Il che significherebbe che coloro che risultano affetti da tale patologia potrebbero non ottenere il rinnovo del titolo di condurre. Una scelta per ora non ancora concretizzata ma che ci vedrà impegnati  nel  prossimo anno così come ci siamo dedicati fino ad oggi.

Sicurezza per noi significa anche tutelare l’immagine della categoria. Per  questo siamo intervenuti sia con richieste di verifiche sul rispetto delle regole che con mirate interrogazioni parlamentari, ogni qualvolta si siano verificati incidenti che hanno coinvolto operatori del trasporto. Attraverso i Media (radio, e stampa) abbiamo sempre sollecitato la necessità che fosse sempre verificata, nei casi previsti, la responsabilità dei committenti. Si potrà sostenere che i risultati di queste azioni siano state inferiori alle aspettative ma noi riteniamo che sia doveroso agire, sempre e comunque, per tutelare la categoria e la Sua dignità.

CONTROLLI PIU’ MIRATI

Lentamente ma decisamente verso la giusta direzione ci stiamo avviando ad avere un Comitato dell’Albo in grado di conoscere le imprese  in possesso dei requisiti necessari ad esercitare la professione. Una battaglia importante che si aggiunge a quella sulle forme di cabotaggio abusivo. Non si può certo affermare che tali aspetti siano oggi risolti ma certamente possiamo sostenere che passi in avanti ne sono stati compiuti. Oggi siamo ad un passo (speriamo presto) dall’ottenere un sistema informatico in grado di far conoscere a quella committenza che vuole intrattenere rapporti con operatori virtuosi l’elenco delle imprese regolari. Così facendo si riuscirà a chiudere il circuito, introdotto con la legge 32/05, della responsabilità condivisa che incentiva la scelta dell’impresa regolare rispetto a quella che non lo è. Con l’acquisizione dei dati  potrà finalmente anche avviarsi il sistema di controlli mirati grazie agli interventi dei ministeri competenti (lavoro, finanze e trasporti).

Se questa battaglia di legalità fosse stata correttamente sostenuta da tutti e non avversata, anche con le dichiarazioni che delegittimavano il Comitato Centrale dell’Albo, forse saremmo riusciti a far meglio e prima.

LA NOSTRA PRESENZA IN EUROPA

Grazie agli uffici confederali presenti a Bruxelles abbiamo potuto incontrare sia alcuni rappresentanti delle federazioni estere, parlamentari e collaboratori di alcuni commissari. Iniziative comuni sul tema del lavoro in somministrazione e sul cabotaggio sono state definite con le principali federazioni  estere. Gli incontri  hanno coinvolto sempre il vice presidente Graglia che ringrazio per aver speso il proprio tempo, insieme ai funzionari, per seguire gli incontri.

L’AZIONE PER LA COMPENSAZIONE DELL’ACCISA

E’ sicuramente stata l’iniziativa maggiormente complessa da realizzare. Far comprendere al Ministero che ha la competenza,  quale era la strada da intraprendere per evitare di danneggiare le nostre imprese è stato possibile solo grazie al prezioso lavoro dell’ufficio studi confederale e alla sensibilità del Ministro Lupi che ha sostenuto la nostra proposta in seno al Governo. Il risultato ha avviato un sistema che ha consentito e consente anche per questo anno, pur con alcune esclusioni, di mantenere la compensazione dell’accisa. Questo non è poco e neppure è stato facile.

IL CASO ILVA

Anche in questo caso devo segnalare la preziosa iniziativa del vice presidente Gianni Satini che ha seguito passo dopo passo l’intera vicenda riuscendo ad ottenere un principio, quello della prededucibilità, che non era previsto per le imprese di autotrasporto. Ricordo anche la soluzione che ha consentito di ricevere  delle anticipazioni sui corrispettivi dei servizi di trasporto prestati. La vicenda è ancora aperta ma l’impegno della Fai in questa vicenda è stato particolarmente attivo e, soprattutto, proseguirà.

IL CASO SISTRI

Penso che nessuno possa disconoscere quanto la federazione su quella che è una vera e propria “rapina di Stato” si sia impegnata e continui a farlo. Uscite con lettere aperte sui giornali, interventi negli incontri con i Ministri. Purtroppo l’obiettivo non è stato raggiunto completamente ed ancora oggi le imprese di trasporto sono obbligate, pena il pagamento di sanzioni, ad iscriversi all’Albo per un sistema che non funziona. Anche in questa settimana una pagina denuncia ed il contributo su il Giornale è stato dedicato a questa gabella, non degna di uno Stato civile.

LA RIFORMA DEL SISTEMA PORTUALE

Ben tre convegni tenuti sulla portualità, potenziamento associativo all’interno della Confcommercio della filiera del mare che ha aperto la strada e reso più sostenibile l’iniziativa che ha portato a riottenere fondi per le autostrade del mare. Affrontare temi che a qualcuno di noi possono sembrare marginali è stato e sarà sempre più utile per la tutela delle imprese chiamate ad integrarsi in un sistema complesso e di respiro europeo. Siamo convinti sia la strada giusta ed anche i risultati sia in campo associativo, (la quasi totalità delle federazioni che rappresentano gli operatori della filiera del mare sono nella Confcommercio), che dal punto di vista economico si possono costatare.

INTERVENTI SUL CASO SICILIA

Ripetuti sono state le richieste di intervento sulla situazione nella quale si viene a trovare l’autotrasporto siciliano. Tratti autostradali impercorribili perché interrotti, collegamenti navali e ferroviari difficoltosi, la constatazione che rivolgiamo al Governo è di aver abbandonato un popolo. Su questa vicenda i risultati sono stati deludenti ed, al di là di impegni generici,  nessun passo in avanti  è stato effettuato. Nell’ultima riunione dell’Unatras abbiamo lanciato la proposta di aprire una “vertenza Sicilia” che speriamo possa  divenire un impegno comune nel prossimo anno.

LE PRESE DI POSIZIONE NEI CONFRONTI DELLE AUTORITIES

Abbiamo sempre sostenuto che il potere legislativo appartenga al Parlamento in quanto rappresentante del Popolo e ritenuto che i compiti delle Autorità non consentano loro  di sostituirsi e talvolta assumere anche  iniziative in contrasto con la leggi approvate dal Parlamento. Solo la Corte Costituzionale è depositaria di valutare la compatibilità delle norme approvate dal potere legislativo, dichiarandone l’incompatibilità con i  principi della Costituzione. La nostra linea ha trovato recente conferma nei confronti dell’Authority dei trasporti alla quale la legge non demandava il compito di intervenire sull’autotrasporto. La dimostrazione che avevamo ragione è giunta, da un lato da una sentenza del Tar del Piemonte ma dall’altro dal tentativo, che siamo riusciti a sventare, grazie all’intervento dell’ex Ministro Lupi (leggersi il giornale “Libero” del 21 dicembre) che in Commissione parlamentare ha fatto cassare un emendamento che, modificando la legge vigente, dava all’Autorità dei trasporti le competenze sul nostro settore che non aveva e quindi il diritto di pretendere il contributo.

I RAPPORTI CON LE OO SS DEI LAVORATORI

Riteniamo che in un Paese socialmente avanzato  le relazioni tra datori di lavoro e lavoratori siano alla base di una convivenza civile. Se questo fosse sempre avvenuto forse il fenomeno della  somministrazione non in linea con le  normative vigenti non si sarebbe così diffuso. (Conftrasporto affrontò questa battaglia, da sola, nel 2008). Oggi sembra esservi una consapevolezza differente. Ma altre partite si sarebbero potute giocare insieme. Penso a quelle sulla sicurezza, sui costi minimi, sulla legalità etc. In questi ultimi tempi il rinnovo del Contratto sta ponendo una nuova opportunità per tutti. I cambiamenti che si sono registrati nell’attività delle imprese e quelli che ancora si determineranno offrono l’opportunità di mutare, (ma perché questo si realizzi occorre scegliere con quali interlocutori confrontarsi), le modalità con le quali approcciare le nuove evoluzioni. La Fai, insieme alle altre federazioni che hanno rilanciato l’ipotesi di un contratto separato, è presente e gioca il suo ruolo per cercare di raggiungere un obiettivo utile a tutti. Del resto anche le nuove leggi (Jobs act e altro) mutano profondamente i rapporti tra le parti. Si vuole costruire un modo veramente nuovo sui temi del lavoro tra le parti sociali? Noi siamo pronti. Speriamo non si voglia perdere l’occasione.

IL CASO UBER

Nel fragoroso silenzio di altre organizzazioni siamo sempre presenti nel sostenere le ragioni dei noleggiatori e dei taxisti che si oppongono alla presenza dell’organizzatore informatico che punta a divenire il dominus nei servizi  dei trasporti. Lo abbiamo fatto per tutelare gli aderenti ma anche per salvaguardare il principio della professionalità che travalica l’interesse dei Noleggiatori con conducente. Noi sosteniamo che l’attività di chi esercita la professione di trasportatore di persone debba essere svolta dal professionista che fornisce all’utente il servizio e ne assume tutte le responsabilità. Se esiste un servizio informatico, o un “bagarino telematico” che facilita l’incontro tra domanda ed offerta è certamente un bene ma il “contratto” di trasporto, e quindi il corrispettivo, deve essere riconosciuto a chi effettua il servizio. Giustamente Uber ha diritto a ricevere il compenso per la propria prestazione ma questa non può essere confusa con quella del trasporto. Questo principio deve valere per tutti. Per primi abbiamo in modo netto segnalato il rischio che Uber cercasse di entrare anche nel trasporto merci. Oggi è di dominio pubblico questo tentativo.

Il principio della professionalità  può essere modificato solo da una legge. Se il Governo se ne assume la responsabilità politica è libero di farlo ma non si possono mutare le regole che per anni regolamentano una attività con percorsi sotterranei. Speriamo che questa posizione sia assunta da tutti con adeguata consapevolezza.

IL CASO UIRNET E PEDAGGI

Continuiamo a registrare tentativi da parte di chi rappresenta prevalentemente l’intermediazione e  le grandi aziende (36 fatturano il 50% c.a  del settore) della spedizione, di mettere in discussione la presenza di imprese private all’iniziativa decisa dal ministero di realizzare una piattaforma informatica. Denunce e segnalazioni di violazioni di norme sulla privacy perché una società cooperativa ha deciso di concorrere alla realizzazione del progetto (il che non significa partecipare alla gestione). Con una fantasia spiccata si collega quella cooperativa alla federazione alla quale è associata. (robb de matt!) Sulla piattaforma informatica noi, insieme ad altre federazioni dell’Albo, abbiamo deciso di partecipare come soci allo scopo di dare il nostro contributo anche, ad esempio, per evitare di ripetere la triste esperienza del Sistri. Due domande: ma perché questa realtà non ha partecipato alla gara pubblica e solo dopo aver visto la cordata che si è aggiudicata l’appalto ha sollevato le sguaiate proteste? Lo Statuto della federazione non prevede che si possa impedire ad imprese di limitare la propria libertà di intraprendere. Forse queste cose accadevano in sistemi che forse sono rimpianti da qualcuno. Non certo da noi. L’altra questione sulla quale si è dovuto perdere tempo è quella sulle riduzioni compensate. Chi rappresenta gli intermediari ha ricevuto l’ausilio di  altri per cercare di raggiungere un obiettivo che avrebbe  ridotto a pochi centesimi di euro lo sconto sui pedaggi autostradali. La norma è prevista dalla direttiva comunitaria, quindi legittima, è aperta a tutti e va a vantaggio di operatori, soprattutto di piccole e medie dimensioni. Perché coinvolgere parlamentari , anche nella legge di stabilità l’on. Catalano M5S,ha presentato un emendamento, che avrebbe penalizzato, ove approvato l’autotrasporto, in una battaglia utile a colpire il destinatario diretto dei benefici? Che sia frutto della sola invidia?

L’INTERVENTO CONTRO IL TERRORISMO

Esiste chi con comunicati denuncia la presenza dei fenomeni mafiosi nel trasporto, (e noi siamo solidali) e chi avanza proposte per controllare meglio l’ingresso di automezzi provenienti da zone extra Ue. Risultati scarsi per entrambe le iniziative. Recenti fatti dimostrano come i veicoli possano essere gli strumenti dell’ingresso di armi o altro, nell’area Euro. Noi abbiamo chiesto di applicare le medesime regole che l’Austria ha deciso nel volgere di breve tempo di introdurre nei paesi Ue per controllare le operazioni di cabotaggio ed il rispetto delle norme sociali. La medesima operazione consentirebbe di conoscere sette giorni prima chi sia il conducente, l’impresa, e quale tragitto intenda effettuare nei paesi europei. Pur se giudicata interessante la proposta è stata accantonata. Speriamo di non dovercene pentire. Noi l’abbiamo avanzata perché siamo convinti di ipotizzare una iniziativa utile alla sicurezza nazionale ma anche a quella europea.

I CONVEGNI EFFETTUATI

Le giornate sul trasporto tenute in Confcommercio hanno sempre  fatto registrare non solo una massiccia presenza ma anche l’interesse del mondo politico. Non possiamo sottacere con una certa soddisfazione che alcune delle nostre proposte sono poi divenute misure condivise dal Governo. Mi limito a citare quelle sul costo del lavoro per chi opera sui mercati esteri o il rilancio delle Autostrade del mare ed il bonus treno-tir. L’Italia dis..connessa; Merci in treno; le giornate sul trasporto via mare, la giornata della legalità; e non ultimo il Forum Internazionale di Cernobbio sono le dimostrazioni più evidenti di quanto abbiamo fatto per diffondere la cultura del trasporto e diffondere la conoscenza sui nostri temi.

COSE NOSTRE…

Titolo da leggere rigorosamente al plurale. Voglio esprimere la soddisfazione che la nostra Giusy Mussetola è stata insignita del premio, patrocinato dalla presidenza della Repubblica, di “donne che ce l’hanno fatta”. Complimenti ancora. Abbiamo inoltre festeggiato il  60 esimo anniversario di attività dell’impresa Lanzi. Il padre era presente all’assemblea di Fiuggi che portò alla costituzione della Fai, Auguri per altri 60. Si è tenuto anche il rinnovo della presidenza di Conftrasporto, guidata con impegno per quindici anni da Francesco Colucci che ha scelto di lasciare per impegni di lavoro, grazie Francesco. Infine trovo giusto  ricordare la scomparsa di una bandiera storica della Fai di Varese e nazionale. L’amico Alvaro Barili che chi lo ha conosciuto ricorda ancora con grande affetto.

UNITA’ DELLA CATEGORIA

Vi sarebbe molto da dire. E molto ne abbiamo parlato in questo anno. Non possiamo dirci soddisfatti dei risultati conseguiti. Personalismi, lotte intestine, furbizie dell’ultimo minuto, incomprensioni, tutti elementi che hanno impedito il generale rafforzamento del principio unitario dello stare insieme. Innocente non è nessuno! Una cosa è certa se non rinasce rapidamente lo spirito che portò tanti anni fa:  Sambolino (Fita) Arcinotti (Confartigianato trasporti) Lucchi (Fiap) Remondini (Fai) Melfa (Sna Casa) a far nascere l’Unatras e se soprattutto non si trovano le ragioni inclusive per coloro che sono rimasti ancora ai margini, il mondo del trasporto, in continua evoluzione che quindi deve confrontarsi con il cambiamento, che va compreso bene perché sarà travolgente, l’anno che verrà ci costringerà a sforzi ancor più difficile da sostenere di quelli che abbiamo sopportato in quest’anno, per riuscire a tutelare i nostri operatori.

L’augurio è che questo salto in avanti si realizzi veramente.

UN FATTO CURIOSO…

Lo metto in evidenza non per sola vena polemica ma  perché ritengo sia il segno di come la superficialità (non la chiamo ignoranza) sia la causa di molti dei guai che i cittadini del nostro Paese sono costretti a vivere.

E’ stato predisposto dal Ministero della Salute e verrà sottoposto  alla  Conferenza Stato/ Regioni  lo schema  che riguarda “gli indirizzi per la prevenzione di infortuni gravi e mortali correlati all’assunzione di alcoolici e sostanze stupefacenti e per l’accertamento e il coordinamento delle azioni di vigilanza”. Per non farla lunga. I conducenti dei mezzi pesanti  oggi sono sottoposti con una periodicità, così recita la norma, “almeno annuale”a specifiche visite di accertamento. Nella proposta del Ministero della Salute il  termine è spostato a tre anni e riguarda solo gli “autisti di mezzi adibiti al trasporto di persone o di merci pericolose”

Qualcuno potrà gioire; noi  che abbiamo a cuore la sicurezza no! Ma come si sta discutendo se rinnovare o meno il ,permesso di condurre a chi soffre di apnee notturne ed  il Parlamento, pur con molta superficialità per la parte sanzionatoria, ipotizza la fattispecie di omicidio stradale, e qui si introduce una disposizione  (forse si pensa di catturare il consenso) che agisce in maniera opposta ai principi della sicurezza!

Qualcuno proverà a sostenere che si tratta di semplificare e ridurre i costi per le imprese. Ma allora perché non si toglie l’obbligo di iscrizione al Sistri? Perché qualcuno voleva obbligare l’autotrasporto a pagare il contributo all’Autority dei trasporti proponendo di cambiare la legge? Benedetto Paese!

L’augurio è che i signori della Conferenza unificata cambino questa svista. Speriamo sia solo il frutto di un disattento funzionario!

Auguri a tutti, soprattutto per chi ha avuto la pazienza di arrivare fino in fondo. Ma un anno da riassumere, e non ho  detto tutto, non è certo semplice.

All’anno prossimo e ancora Buone Feste.

Paolo Uggè

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