“Controlli a tappeto sulle aziende: solo così si tutelano i trasportatori onesti”

“L’inchiesta delle Fiamme gialle della Spezia sull’azienda di autotrasporti Trusenti, accusata di aver emesso  fatture false per decine di milioni di euro con lo scopo di ricevere enormi crediti fiscali e poter lavorare sottocosto creando concorrenza sleale, evidenzia alcuni aspetti semplicemente inquietanti. Primo fra tutti il fatto che in ben 11 anni di attività questa impresa di autotrasporto  non ha evidentemente  mai subito controlli; oppure, se li ha subiti, appare altrettanto evidente che sono stati fatti in  maniera talmente inadeguata da non far emergere quanto stava accadendo. E questo conferma, una volta di più, la necessità di svolgere controlli approfonditi su tutta la filiera dell’autotrasporto, per impedire che pochi  disonesti possano continuare a comportarsi tranquillamente da delinquenti mentre migliaia di autotrasportatori onesti sono costretti a licenziare i dipendenti  o addirittura a chiudere l’impresa perché “strangolati” da chi lavora sottocosto”. Ad affermarlo, commentando la notizia dello scandalo che ha travolto l’impresa di autotrasporti e logistica guidato dall’imprenditore spezzino  Riccardo Trusendi, è Paolo Uggè, presidente di Fai Conftrasporto che, proprio alla luce di questo nuovo scandalo, torna a chiedere a gran voce l’adozione di provvedimenti urgentissimi. “Provvedimenti che riguardino per esempio il problema dei lavoratori in affitto che sta, come avevamo più volte evidenziato, diffondendosi sempre più, tra l’indifferenza di coloro che dovrebbero tutelare i lavoratori italiani”, sottolinea Paolo Uggè. “Esistono imprese che lasciano in libertà i propri autisti,  fanno ricorso a personale “in affitto” e poi attuano forme di sfruttamento e concorrenza sleale nei confronti di imprenditori onesti e seri. Più volte Conftrasporto ha suggerito, inascoltata, di vincolare aiuti pubblici a coloro che garantiscano almeno i livelli occupazionali in atto all’inizio dell’anno, prevedendo un incentivo maggiore per coloro che li incrementano. Non abbiamo ricevuto risposta alcuna. E più volte”, continua Paolo Uggè, ” Conftrasporto ha anche chiesto, in occasione del rinnovo contrattuale, certezze che oggi risollecitiamo, così come sollecitiamo la massima attenzione, da parte del Governo, affinché vengano applicate le norme sui costi della sicurezza che impedirebbero di indurre molte  imprese  a lavorare sottocosto. Norme che incredibilmente vengono contestate dall’Antitrust che forse preferisce  consentire che continuino  a verificarsi situazioni come quella smascherata a La Spezia. È questo che vuole ottenere l’Autorità con il  libero mercato e la libera concorrenza? Chi lavora per delegittimare il provvedimento sui costi della sicurezza e  chi  non fa nulla per denunciare lo scandalo del lavoro in affitto (o addirittura condivide contratti di lavoro con le rappresentanze sindacali che in cambio favoriscono intese con imprese che mettono in libertà lavoratori italiani e li sostituiscono con quelli in affitto o provenienti dall’estero) rifletta. E lo faccia con attenzione, oltre che con serietà e onestà…”

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