CQC, IL MINISTERO PROVA A METTERE ORDINE

patente_guida_italia_anonimaArrivano importanti novità ministeriali sul tema CQC, ovvero sulla cosiddetta Carta di Qualificazione del Conducente. Ciò che cambia davvero, questa volta, è la modalità di gestione dei punti sulla patente: a definire le nuove regole è stata la circolare emessa dal Ministero lo scorso 23 gennaio 2017. Non sono bastate, infatti, tutte le precedenti comunicazioni ministeriali prodotte in ambito CQC a definire, una volta per tutte, il processo di perdita e di gestione dei punti sulla patente. Ora a farlo ci prova il protocollo 673/8.7.3 che mira a raggiungere l’obiettivo, non sovvertendo i contenuti delle precedenti normative, ma provando a colmare gli spazi legislativi attraverso regole pensate ad hoc. Curiosi? Seguiteci e scopriremo insieme cosa cambia.

ECCO LE NOVITÀ SULLA PATENTE CQC

Una novità che balza subito all’occhio guardando la circolare ministeriale interessa i titolari di patente delle categorie AM, A1, A2, A, B1, B, BE, C1, C1E, D1 ,D1E senza obbligo di cambio automatico. Una situazione, quella ora regolamentata con il protocollo 673, che potrebbe essere definita curiosa: infatti, coloro che intendono svolgere la prova pratica di revisione con un veicolo dotato di cambio automatico, nel caso il test venisse superato, devono richiedere un duplicato della patente. Il motivo? È presto spiegato: in corrispondenza della categoria per cui si è tenuta la prova, infatti, è necessario segnare il codice comunitario 78. Se questa novità operativa può apparire bizzarra, la seconda è decisamente più seria, a tema punti patente. Nei casi in cui il titolare della CQC arrivi ad azzerare il suo punteggio o commetta 2 violazioni non contestuali, nell’arco di 12 mesi, dopo una prima infrazione con perdita di almeno cinque punti, lo stesso è tenuto a doversi sottoporre a un nuovo esame di revisione della qualificazione CQC posseduta.

CASI PARTICOLARI SULLA PERDITA PUNTI: ECCO COME FUNZIONA

Esistono casi specifici che la normativa tratta separatamente: ad esempio, se l’autista è titolare di qualificazione CQC sia per il trasporto di merci che per quello di persone, l’esame che dovrà sostenere verterà, in via esclusiva, sul programma previsto dalla categoria con cui sono state commesse le infrazioni a maggior decurtazione di punteggio. Da qui nasce un’ulteriore particolarità: se alla guida di veicoli di categoria diversa, l’autista ha subito le medesime sanzioni in termini di punteggio, l’esame di revisione si svolgerà sul programma previsto dalla categoria di CQC con cui ha commesso l’ultima infrazione in ordine di tempo. In qualsiasi caso, se l’esame sostenuto dovesse dare esito negativo, a partire da quel momento decorre la revoca di tutte le qualificazioni CQC, indipendentemente dalla tipologia di test effettuato.

Tratto da: http://www.gigantidellastrada.it/cqc-ministero-prova-mettere-ordine/

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