16 Aprile 2024
News

L’autotrasporto si deve fermare! SI del 75%

E’ questo l’esito del sondaggio lanciato su Linkedin domenica scorsa, e per una settimana, sulla piattaforma social dedicata al mondo dei professionisti e del lavoro.

Il quesito posto era il seguente: “Caro carburante, caro energia, aumenti generali dei costi di gestione. Secondo voi gli autotrasportatori in Italia dovrebbero fermarsi?”.

Il quesito cosi formulato ha ricevuto 198 voti.

149 voti per il SI, 29 voti per il NO, 11 voti per il forse, 9 voti per il MAI.

Hanno visualizzato il post ben 4758 utenti segno che la stragrande maggioranza delle persone ha preferito sostanzialmente non esprimere alcun parere e stare a guardare alla finestra.

Le visualizzazioni al post hanno raggiunto tutta Italia, 446 da Catania, 256 da Milano, 98 da Palermo, 97 da Roma, 94 da Napoli, 53 da Torino, 36 da Siracusa, 36 da Bergamo, 35 da Padova.

Per la cronaca invece registriamo che la mattina del 17 febbraio 2022 si è svolto l’atteso incontro al ministero Mims (ex Trasporti) tra la vice-ministra Teresa Bellanova e le associazioni dell’autotrasporto. Atteso perché gli autotrasportatori si aspettano provvedimenti urgenti e incisivi per affrontare l’impennata dei costi e non solo quello del gasolio, ma anche dell’AdBlue e dei veicoli.

Ma dalla prima nota diffusa da Unatras al termine dell’incontro emerge una profonda insoddisfazione.

“Pur apprezzando la disponibilità al confronto da parte della vice-ministra Bellanova, valutiamo le dichiarazioni del Governo non adeguate allo stato di difficoltà in cui versa il settore”, esordisce l’unione dell’autotrasporto. La nota non entra nei particolari, ma evidentemente la vice-ministra non ha adottato impegni concreti sulle richieste portate al Tavolo.

Unatras ha indetto una riunione del coordinamento delle associazioni per lunedì 21 febbraio, per “valutare e assumere iniziative necessarie e conseguenti allo stato di crisi in cui versa il settore”. Nel frattempo l’unione non esclude “iniziative, anche spontanee, da parte della categoria, che probabilmente in alcune zone potranno essere organizzate in forma autonoma”. La nota conclude affermando che “il Governo deve saper scegliere se la sicurezza è un valore sempre applicabile oppure se a prevalere debbano essere gli interessi economici di taluni che scaricano sulle imprese di autotrasporto le loro inefficienze”.

Unatras si è presentata all’incontro con precise richieste, anticipate con una lettera inviata il 9 febbraio alla vice-ministra, che comprendono crediti d’imposta per compensare i maggiori costi sostenuti per i carburanti, adeguamento automatico delle tariffe di autotrasporto per l’aumento del prezzo del gasolio, pubblicazione dei costi d’esercizio aggiornati e apertura di un Tavolo permanente sulle regole del settore.

Intanto si registrano sui territorio le prime iniziative autonome di fermo dei servizi soprattutto nel territorio pugliese e dalla mezzanotte odierna in Sicilia.

Chiaro il comunicato stampa a firma degli Autotrasportatori Siciliani Autonomi che recita cosi:

I continui e indiscriminati aumenti intervenuti in quasi tutti i settori dell’economia hanno messo “in ginocchio” il settore dei trasporti merci su strada. Il fermo inizierà dalle 24 del 20.02.2022 con la realizzazione di punti di sensibilizzazione presso i porti e i maggiori snodi di viabilità dell’isola”

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