18 Giugno 2024
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Moveo, nuovo documento di indirizzo strategico per la mobilità e la logistica

Lo scorso 11 ottobre, presso la Luiss a Roma, il Ministro delle Infrastrutture e Mobilità Sostenibili Enrico Giovannini ha aperto l’ultimo incontro, durante il quale sono stati presentati in anteprima alcuni dei contenuti del nuovo Documento, che poi sarà pubblicato integralmente la prossima settimana.

“Quella di oggi è una tappa importante di un processo iniziato tempo fa – ha sottolineato Giovannini -. I governi passano ma le idee restano. Questo documento nasce dalla necessità di avere una visione organica e misure integrate tra loro coerenti con gli indirizzi che l’Unione europea e il mondo si sono dati su queste tematiche”.

Il Documento si compone di sei capitoli:

la mobilità delle persone, che descrive le abitudini di mobilità degli italiani attraverso l’utilizzo di big data e possibili scenari evolutivi;

la logistica e il trasporto delle merci, che analizza la domanda e l’offerta di merci;

la sostenibilità e la resilienza, che parla dei diversi scenari di riduzione delle emissioni;

l’innovazione tecnologica, che analizza i possibili effetti in termini di decarbonizzazione;

il lavoro, che si occupa delle condizioni del mercato del lavoro;

tra Stato e mercato, che discute il ruolo del settore pubblico nelle sue varie articolazioni e le diverse modalità di intervento nella pianificazione delle strutture.

“Il documento definisce le linee guida alla base dei vari piani settoriali dei trasporti – ha affermato Salvatore Rossi, che ha coordinato i lavori -. È una sorta di piano generale dei trasporti e della logistica che però adotta un’impostazione diversa rispetto a quelli precedenti. Non disegna infatti un piano statico ma un processo dinamico in grado di adattarsi agli scenari futuri che sono estremamente variabili”.

Ma cosa emerge dal documento? “Innanzitutto – ha spiegato Ennio Cascetta, che presiede il Comitato Scientifico per la redazione del documento – in Italia ci si muove di più di quanto pensavamo e in modo meno sostenibile di come vorremmo”. Un’affermazione che vale sia per le persone che per le merci.

Per quanto riguarda in particolare le merci “ogni anno si spostano circa 90 miliardi di veicoli/km – ha aggiunto Cascetta – e si spostano perché l’italia si è costruita il suo sviluppo industriale intorno alla rete autostradale. Il 60% dell’industria è a meno di 10 minuti dal casello. Questo fa si che la maggior parte della merce si sposti via camion, saturando l’asse autostradale e rendendo difficile lo spostamento verso altre modalità di trasporto, visto che per la maggior parte si tratta di coprire in media una distanza di 200 km”.

Le cose sono un po’ diverse per quanto riguarda i traffici con l’estero: circa il 60% avviene infatti via mare, il 30% su strada e l’11% tramite ferrovia.

Uno sguardo alle imprese del settore mostra poi come negli ultimi anni sia diminuito il numero delle imprese (i dati 2019 mostrano un calo del 25% rispetto a dieci anni prima) e come allo stesso tempo si sia realizzata una crescita dimensionale delle imprese. Tuttavia la velocità di aggregazione è ancora troppo lenta e la logistica è ancora lontana dalle performance richieste da una visione moderna;continua infatti ad essere vista solo come un costo da comprimere, da delegare a terzi.

Per quanto riguarda invece la sostenibilità dei trasporti, i trasporti in Italia emettono in totale 108 milioni di tonnellate di Co2, prodotte per il 63% da auto e per il 37% da merci. Come sottolineato da Cascetta, nello studio PATHs to 2030 il Cluster Trasporti ha tracciato due scenari possibili per il futuro: uno più ottimistico (che comprende ingenti politiche di investimenti e un rinnovo del parco mezzi significativo) che prevede una riduzione di emissioni del 33% e uno più prudenziale, che prevede una riduzione dell’11%.

“Si tratta di scenari entrambi possibili, su cui incideranno le politiche attuate o meno ed eventuali ulteriori provvedimenti o miglioramenti tecnologici come la diffusione dei servizi Mobility as a Service e Freight as a Service per l’ottimizzazione della gestione dei flussi di passeggeri e di carichi merci per evitare i viaggi a vuoto dei mezzi. Oppure – ha concluso Cascetta – immaginare una politica di incentivi che favorisca il rinnovo del parco auto circolante in una direzione di riduzione della dimensione, che significa anche minori consumi e minori emissioni”.

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