Ram illustra i contributi all’intermodalità

nave portacontainerIn arrivo a luglio i nuovi strumenti d’incentivo destinati alle compagnie di navigazione e ai Multimodal Transport Operator per lo spostamento dei traffici dalla strada.
Dalla prossima estate in Italia si torna a favorire il trasporto intermodale delle merci, intendendosi con ciò il passaggio da spedizioni “tutto strada” ad alternative che comprendano per le lunghe tratte il trasporto marittimo o quello ferroviario. Merito soprattutto del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che, sotto la guida di Graziano Delrio, ha fatto inserire nell’ultima Legge di Stabilità quasi 200 milioni di euro per l’intermodalità nel triennio 2016-2018. Più precisamente si tratta di 138,4 milioni di euro per il marebonus (incentivo per il potenziamento della catena logistica collegata all’utilizzo delle autostrade del mare per il trasporto merci), più altri 60 milioni per il ferrobonus (incentivo per il potenziamento della catena logistica collegata all’utilizzo della ferrovia).
“Il primo verrà erogato alle imprese armatrici, che hanno l’obbligo di ribaltare il contributo alle aziende utenti del trasporto multimodale strada-mare, il secondo alle imprese committenti di servizi ferroviari (treni completi, ndr) e agli operatori multimodali ferroviari”, spiega il presidente e amministratore delegato di Rete Autostrade Mediterranee (RAM), Antonio Cancian, che poi aggiunge: «In concreto ritengo che si possa partire con la fase applicativa da giugno o luglio, quando sarà arrivato da Bruxelles il parere positivo della DG Competition sul provvedimento».
Incentivi all’intermodalità, Sportello Unico dei Controlli, Fast corridor e pre-clearing, semplificazioni dragaggi e regolamento delle concessioni demaniali sono gli assi portanti del Piano Strategico Nazionale elaborato dal Ministero dei Trasporti e al quale è dedicato a Bari il primo Forum Nazionale sulla Portualità e la Logistica.
A Ram, in qualità di organismo in house controllato dal ministero dell’Economia, spetterà, così come già avvenuto in passato, il compito di gestire e seguire concretamente l’applicazione e l’erogazione di questi contributi all’intermodalità nel prossimo triennio. Cancian a proposito di intermodalità nelle spedizioni spiega che “in Italia il 56,5% della merce è trasportato su strada mentre le media europea è del 45%. Il trasporto stradale ha un costo esterno 17 volte più elevato rispetto al trasporto ferroviario e 8 volte più elevato rispetto al trasporto marittimo”. A proposito degli obiettivi, poi aggiunge che “la Commissione Europea impone che entro il 2030 il 30% del trasporto merci su gomma passi ad altri modalità di trasporto come la ferrovia e le vie navigabili interne; entro il 2050 più del 50%. Nel medio-breve termine, invece, i risultati attesi in Italia sono un risparmio di esternalità negative superiore a 260 milioni di euro e la sottrazione ogni anno alla rete stradale di unità di carico equivalenti a oltre 800mila camion, pari a quasi 650 milioni di veicoli/km trasportati”.
Parallelamente al ruolo di gestore dei contributi pubblici all’intermodalità, Ram sta affermandosi sempre più come promotore e gestore di progetti comunitari nel campo dei trasporti, mutamento confermato anche dal fatto che la società è coinvolta, in qualità di leader o di partner, in otto progetti già approvati e finanziati con complessivi 160 milioni di euro nell’ambito dei fondi europei CEF (Connecting Europe Facility), a cui si aggiungono altri 27 progetti attualmente in corso di valutazione e due in fase di preparazione. Fra questi c’è anche un sistema di incentivi all’intermodalità strada-mare continentale che, secondo le intenzioni, dovrebbe prendere vita nei mari del Sud Europa e chiamarsi eurobonus.

 

Tratto da:http://www.trasportoeuropa.it/index.php/home/archvio/18-intermodalita/14636-ram-illustra-i-contributi-allintermodalita

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