5 Marzo 2024
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Sfide e investimenti per la decarbonizzazione nel trasporto merci

Il settore del trasporto, secondo l’International Energy Agency (IEA) rappresenta circa il 24% delle emissioni globali di CO2 e si prevede raggiungerà la quota del 30% entro il 2050 se non saranno adottate misure di contenimento.

Il trasporto merci ne costituisce la parte più rilevante tenendo conto che, in termini di volume, vale circa l’80% del trasporto globale.

Il segmento stradale contribuisce con la maggior parte di queste emissioni, stimate nel 17% delle emissioni globali di CO2 legate all’energia, a causa della dipendenza dei veicoli dai combustibili fossili come il petrolio e dell’alto consumo di carburante.

Nel settore del trasporto su strada si registra il maggior fermento nell’applicazione di tecnologie atte a ridurre la dipendenza dai combustibili fossili.

Secondo quanto riporta The Association of European Vehicle Logistics, il trasporto su gomma è sulla via per passare dal consumo degli attuali 38 milioni di barili al giorno (bpd) di petrolio a 19 milioni di barili al giorno nel 2050, riducendo la quota di assorbimento dal 91% al 57%.

La progressiva adozione di motorizzazioni elettriche dovrebbe contribuire all’abbattimento delle emissioni inquinanti e molte previsioni indicano che nel 2035 oltre il 50% delle nuove vendite sarà costituita da veicoli elettrici.

In questa direzione si stanno muovendo la Cina, l’Europa e gli Stati Uniti che hanno fortemente accelerato verso il ricambio dagli attuali mezzi a combustione interna con analoghi alimentati ad energia elettrica.

Parallelamente queste regioni, come indica l’Energy Transition Outlook, annuale rapporto sullo stato della transizione energetica globale e le tendenze future nel settore energetico, realizzato da DNV società di consulenza internazionale e certificazione, stanno investendo nell’idrogeno e nei combustibili a base di idrogeno, ritenuta l’opzione più interessante per il trasporto merci su lunghe distanze.

Da rilevare, purtroppo, come l’Africa subsahariana e l’Eurasia nord-orientale siano invece ancora in forte ritardo nella realizzazione delle infrastrutture necessarie per la produzione di energia rinnovabile per dare un contributo alla decarbonizzazione del trasporto su strada.

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