Torna la guerra del porto a Palermo, mentre la città affoga nel traffico di via Crispi

Sandro Scalia, Porto di Palermo, 2006
 

Torna a esplodere la guerra del porto a Palermo. “Il Presidente dell’Autorità portuale, essendo in palese e grave difficoltà nella gestione dell’Ente a lui affidato, sembra aver deciso di lanciarsi in inopportune quanto farneticanti dichiarazioni sull’attività dell’Amministrazione comunale che è in queste ore impegnata a porre rimedio ai gravissimi disagi che l’incapacità gestionale dell’Autorità portuale sta arrecando ai cittadini e agli automobilisti di Palermo”.

Il sindaco Leoluca Orlando spara a zero contro il Presidente dell’Autorità portuale di Palermo Vincenzo Cannatella dopo le dichiarazioni di quest’ultimo sulle scelte operate per la viabilità intorno al porto. Per Cannatella con la riapertura delle scuola il caos sarà perfino peggiore (GUARDA LA VIDEO INTERVISTA A CANNATELLA)

Lunedì Cannatella incontrerà l’assessore al traffico Giusto Catania ma i toni sono già duri con il sindaco orlando “Nel ricordare che è pendente presso il TAR un ricorso del Comune di Palermo contro la nomina dello stesso Presidente, che non sarebbe in possesso dei requisiti formali previsti dall’incarico – dice Orlando – non possiamo che chiederci quando verrà posta fine a questa disastrosa gestione del porto che oggi non è certamente all’altezza di ciò che la città di Palermo si aspetta in termini di servizi e infrastrutture a servizio delle attività economiche e dell’importantissimo settore turistico”.

Il caos intorno al porto di Palermo, che sta alla base della nuova guerra del porto, dura ormai da una decina di giorni a fasi alterne e in vari orari a seconda dei controlli, degli scavi, delle ore di punta e degli orari di imbarco e partenza delle navi

E mentre Orlando e Cannatella riprendono a litigare la città affoga nel traffico paralizzato, nel caos dei cantieri, nei controlli anti terrorismo associati alle pedonalizzazioni che rendono impercorribile praticamente ogni arteria della città. Anche dal sindacato arriva un invito al dialogo, un dialogo che sembra lontano fra i due amministratori.

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