L’Italia resta in coda: le infrastrutture non ci sono, il resto d’Europa viaggia a un’altra velocità

237_images (1)Le infrastrutture italiane sono carenti. Lo dicono tutti, ma lo certificano soprattutto i numeri. Nel nostro Paese ogni 1.000 abitanti sono disponibili 0,14 chilometri di infrastrutture viarie per il trasporto di merci e persone (vale a dire metropolitane, autostrade e linee ferroviarie suburbane e ad alta velocità). Un dato che colloca l’Italia al penultimo posto nella classifica dei cinque maggiori Paesi europei. Peggio di noi è messa soltanto la Gran Bretagna (0,10 chilometri per mille abitanti).


In testa c’è la Spagna, con un indice di 0,43 chilometri ogni 1.000 abitanti, seguita da Francia (0,22) e Germania (0,21). I numeri derivano da un’elaborazione dell’Osservatorio sulla Mobilità sostenibile di Airp (Associazione Italiana Ricostruttori Pneumatici) su dati Legambiente ed Eurostat. “Tra i maggiori Paesi europei”, si legge in un comunicato dell’Airp, “dunque, solo il Regno Unito fa registrare un indice di dotazione infrastrutturale inferiore a quello italiano. Il dato sul Regno Unito è però fortemente influenzato dall’estensione della propria rete autostradale che, per via della conformazione orografica del territorio britannico, è inferiore rispetto a quella dei Paesi europei considerati (in Regno Unito ci sono 3.558 km di autostrada, contro i 6.996 dell’Italia, degli 11.882 km della Francia, dei 12.879 della Germania e dei 15.235 della Spagna). Gran parte del trasporto di merci e persone nel Regno Unito, infatti, non si svolge sulla rete autostradale, ma si serve delle reti fluviali e ferroviarie”. Ciò nonostante l’Italia si colloca appena sopra al Regno Unito. Inoltre, la distanza con Spagna, Francia e Germania è notevole. “Ciò vuol dire che bisogna lavorare ancora molto per rendere maggiormente capillare la diffusione della rete dei trasporti nel nostro Paese”, spiega l’Airp. “In particolare, molto deve essere ancora fatto per adeguare e potenziare le reti di trasporto alternative al tradizionale trasporto su gomma, considerato più inquinante. Se ad esempio prendiamo in considerazione solo le linee metropolitane e le linee ferroviarie suburbane, il nostro Paese si colloca all’ultimo posto in valore assoluto rispetto agli altri maggiori Paesi europei per estensione chilometrica delle reti. La mancanza o la forte carenza nelle infrastrutture di trasporto comporta l’uso molto elevato dell’auto privata, con tutte le pesanti criticità ad essa associate: frequenti code sulle strade più trafficate, inquinamento dell’aria, costi sempre maggiori per il mantenimento delle autovetture”.

Tratto da: http://stradafacendo.tgcom24.it/2016/09/10/litalia-resta-in-coda-le-infrastrutture-non-ci-sono-il-resto-deuropa-viaggia-a-unaltra-velocita/

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