Truck Point del 07.11.2020 a cura di Giovanni Rinzivillo

Mentre il Covid la fà da padrone nel palinsesto informativo italiano (e non solo) passa nel dimenticatoio generale la notizia che è stata bocciata alla Camera la mozione del centrodestra, che sosteneva l’ipotesi di utilizzare il Recovery Fund per la costruzione del Ponte sullo stretto di Messina. Mentre è stata approvata una mozione della maggioranza giallorossa che dice genericamente che il governo dovrà «individuare la soluzione che possa meglio rispondere alla domanda di mobilità da e per la Sicilia, con la finalità di realizzare un collegamento stabile e veloce dello Stretto di Messina mediante la realizzazione di opere adeguate e la previsione di mezzi idonei e sostenibili».

Questo esclude di fatto ogni possibilità di realizzare questo collegamento con i fondi del  “Recovery”, dato che l’Ue chiede progetti immediatamente cantierabili. E l’idea rispolverata dal governo, quella di un tunnel sottomarino, manca ancora del progetto esecutivo. Qual è il danno che questo ritardo arrecherà alla Sicilia? Basta guardare a quello che fanno i principali competitor internazionali nel resto d’Italia, Sicilia con i suoi porti è esclusa da tutto a causa della mancanza dell’attraversamento stabile dello Stretto e di una politica inetta ed incompetente.

Come era già avvenuto durante la fase primaverile dell’emergenza Covid-19, il ministero dei Trasporti ha sospeso i divieti festivi di circolazione per i veicoli industriali con massa complessiva superiore a 7,5 tonnellate dall’8 al 22 novembre 2020 compresi. Nella nota che annuncia la sospensione, il ministero spiega che tale misura è “resa necessaria dall’emergenza coronavirus e dalla necessità di agevolare il sistema dei trasporti e i flussi di traffico”.

Questo provvedimento vale per l’autotrasporto nazionale, per il quale i divieti erano stati ripristinati durante l’estate, mentre i divieti festivi per i veicoli industriali che svolgono autotrasporti internazionali sono rimesti sospesi dall’inizio dell’emergenza e lo saranno fino a una specifica disposizione del ministero. Quindi, per le prossime tre settimanale libera circolazione per tutti i camion.

La pandemia di Covid-19 si sta prolungando e verosimilmente l’emergenza continuerà nei prossimi mesi, impedendo i corsi in presenza per il rinnovo della Carta di qualificazione, col rischio di lasciare a terra migliaia di autisti di veicoli industriali e rallentare il rifornimento delle merci. Ciò ha spinto il ministero dei Trasporti a diramare il 30 ottobre 2020 la circolare numero 30693 che permette, per l’intera durata dell’emergenza sanitaria, di svolgere i corsi per il rinnovo della Cqc anche in modalità e-learning, ossia online, anche se con il limite di dieci ore, ossia il 29% della durata del corso. La circolare stabilisce come devono essere svolte le lezioni online, che ovviamente richiedono sia un dispositivo per seguirle (personal computer fisso o portatile oppure smartphone) e una connessione Internet.

È stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n.267 del 27 ottobre 2020, la delibera 21 ottobre 2020 del Comitato Centrale per L’Albo degli Autotrasportatori  che prevede il versamento per l’anno 2021 del contributo di iscrizione dovuto da tutte le imprese che effettuano servizi di autotrasporto di merci per conto di terzi

La quota da versare per l’anno 2021, che è identica a quella degli scorsi anni, è suddivisa in diverse voci che potrete leggere sulla delibera:

–     una quota fissa di iscrizione dovuta da tutte le imprese comunque iscritte all’Albo pari a € 30,00;

–     una ulteriore quota dovuta da ogni impresa in relazione alla dimensione numerica del proprio parco veicolare, qualunque sia la massa dei veicoli con cui esercitano l’attività di autotrasporto;

–     una ulteriore quota dovuta dall’Impresa per ogni veicolo di massa complessiva superiore a 6.000 chilogrammi di cui la stessa è titolare. Ricordiamo a tal proposito che per veicolo si intende quanto previsto dal Codice della Strada e che, pertanto, anche il veicolo rimorchiato (rimorchio o semirimorchio che sia) vale per 1.

Il versamento della quota deve essere effettuato con le seguenti modalità alternative che possono essere attivate nell’apposita sezione «Pagamento Quote» presente sul sito www.alboautotrasporto.it.

In tale Sezione, l’utente registrato potrà verificare l’importo, che, secondo i dati forniti dal CED della Motorizzazione Civile, sono dovuti dall’impresa per l’anno 2021, come pure per eventuali annualità pregresse non corrisposte.

L’importo dovuto dovrà essere accreditato sul conto n. 34171009, intestato al Comitato centrale, seguendo le seguenti procedure:

–     direttamente online, attraverso l’apposita funzione informatica ove sarà possibile pagare tramite carta di credito Visa, Mastercard, carta prepagata PostePay o Poste Pay Impresa, conto corrente BancoPosta online;

–     tramite bollettino postale cartaceo precompilato, generato automaticamente dalla funzione informatica con l’importo dovuto, che l’impresa iscritta dovrà stampare e pagare presso un qualsiasi ufficio postale.

La prova dell’avvenuto pagamento della quota 2021 deve essere conservata dalle imprese, al fine di consentire i controlli esperibili da parte del Comitato centrale e/o delle competenti strutture periferiche.

In caso di mancato pagamento, come è noto, l’iscrizione all’Albo dell’impresa sarà sospesa e, trascorso inutilmente il termine di due anni senza che il pagamento sia avvenuto, si potrà incorrere nella cancellazione dell’impresa sulla base del presupposto che l’attività dell’impresa sia, di fatto, cessata.

E’ apparsa su La Repubblica del 23 ottobre 2020 a firma del collega Vito De Ceglia un importante intervista al CEO di Dkv Mobility Services Marco Van Kalleveen che propongo integralmente.

«Continuiamo a crescere, nonostante l’epidemia Covid-19 abbia avuto un primo impatto negativo sulla nostra attività. Però, ci siamo ripresi velocemente: a settembre, 2020 abbiamo registrato +15% rispetto allo stesso periodo di un anno fa». Parte da qui Marco Van Kalleveen, ceo di Dkv Mobility Services, da oltre 85 anni uno dei principali fornitori europei di servizi per il settore della logistica e dei trasporti, dal rifornimento senza contanti in oltre 140.000 punti di accettazione multimarca al pagamento dei pedaggi e al rimborso dell’Iva.

Il punto di forza del gruppo tedesco, da oltre 40 anni in Italia con 9.200 punti di accettazione, è da sempre la Dkv Card: la carta carburante elettronica multimarca e multi-carburante più usata e accettata in Europa. Nel 2019, Dkv ha raggiunto un volume complessivo di transazioni di 9,9 miliardi di euro ed è attiva in 45 paesi. Attualmente, più di 4,2 milioni di Dkv Card e unità di bordo sono in uso, con oltre 230.000 partner contrattuali.

«Oltre a garantire l’accesso a 10.000 stazioni di rifornimento in Italia, offriamo anche l’accesso a 9.000 punti di ricarica elettrica — spiega il ceo — Il nostro network, quindi, è in grado di unificare il mercato italiano (storicamente molto frammentato, con grandi e piccoli operatori) in un’unica rete, che consente anche l’accesso in Europa ad oltre 60.000 stazioni di rifornimento che sono parte del network».
Proprio la Dkv Card rappresenta la chiave di accesso del gruppo per farsi strada nel mercato del pagamento pedaggi, quando nel 2021 sarà disponibile Dkv Box Italia: il nuovo dispositivo con tecnologia Dkv, alternativo a Telepass, che permetterà di pagare i pedaggi autostradali in Italia. Quello sarà un momento importante perché di fatto finirà il monopolio di Telepass nel nostro Paese. Dkv Italia ha già avuto l’approvazione da Aiscat per iniziare la sperimentazione, con selezionati clienti reali, del suo dispositivo. «Dal trasferimento dei dati alla corretta fatturazione, tutti i processi devono funzionare correttamente per offrire un prodotto affidabile» sottolinea Marco Van Kalleveen.

Il progetto è iniziato il 21 settembre, ed è ancora nella fase pilota. «La collaborazione con le concessionarie italiane è fruttuosa e ci stanno sostenendo nell’ingresso nel mercato come primo fornitore alternativo a Telepass. Le prime transazioni e i processi di fatturazione sono andati bene — conferma il ceo — Siamo molto fiduciosi che supereremo la fase pilota velocemente e con ottimi risultati e saremo in grado di offrire il Dkv Box Italia e il Dkv Box Europe, comprensivo dell’integrazione del pedaggio in Italia, entro la fine del 2020».

Il servizio in fase di avviamento, definito Interoperable Electronic Heavy Duty Toll Service, è dedicato, per il momento, solo ai veicoli pesanti (inizialmente per quelli sopra le 3,5 tonnellate. Al termine della prova, che segue i precedenti test tecnici effettuati in accordo con la società Dkv, la stessa potrà estenderlo a tutti i suoi clienti. Per quanto riguarda gli obiettivi futuri, Marco Van Kalleveen ammette: «Ci stiamo concentrando sia sull’ampliamento dei servizi esistenti in ambito carburante e pedaggio, sia su nuovi prodotti, come Dkv Live, il nostro sistema telematico con numerose funzioni aggiuntive che sarà disponibile in Italia all’inizio del 2021». In prospettiva, il ceo prevede anche la “possibilità” di aprirsi al mercato B2C: «Attualmente, tuttavia, vediamo ancora un enorme potenziale nel segmento B2B».

Per richiedere le card DKV basta compilare il form al presente link: https://www.truck24.it/richiedi-la-carta-carburante-dkv/

E come sempre buona strada, con o senza autocertificazione.

Giovanni Rinzivillo

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