Addio al “Recovery Fund” per costruire il Ponte sullo Stretto di Messina

Addio ai fondi del Recovery Fund per costruire il Ponte sullo Stretto di Messina. Bocciata infatti alla Camera la mozione del centrodestra, che sosteneva questa ipotesi per la costruzione del Ponte, mentre è stata approvata una mozione della maggioranza giallorossa che dice genericamente che il governo dovrà «individuare la soluzione che possa meglio rispondere alla domanda di mobilità da e per la Sicilia, con la finalità di realizzare un collegamento stabile e veloce dello Stretto di Messina mediante la realizzazione di opere adeguate e la previsione di mezzi idonei e sostenibili».

Questo esclude di fatto ogni possibilità di realizzare questo collegamento con i fondi del  “Recovery”, dato che l’Ue chiede progetti immediatamente cantierabili.

E l’idea rispolverata dal governo, quella di un tunnel sottomarino, manca ancora del progetto esecutivo.

Qual è il danno che questo ritardo arrecherà alla Sicilia? Basta guardare a quello che fanno i principali competitor internazionali nel resto d’Italia.

In un mese il primo treno container caricato nella città meridionale cinese di Shunde è arrivato senza trasbordi intermedi all’interporto di Nola, in Campania, percorrendo 9.060 km con tre sole tappe negli hub intermodali di Kalinigrad, in Russia, di Rostock, in Germania, e di Verona. Questo è il secondo ponte intermodale che la Cina apre col Sud Italia, dopo il treno diretto Shenzhen-Duisburg che arriva all’hub intermodale di Melzo, in Lombardia. Sempre lungo la  “Via della Seta” cinese, il gruppo Contship ha deciso di incrementare gli investimenti sul terminal di La Spezia e di sostenere, con oltre 60 treni settimanali, i collegamenti da Genova, La Spezia e Ravenna verso Melzo, Dinazzano e Padova, e da qui fino a Rotterdam e nel Regno Unito. Tutta Italia fino a Napoli, Bari e Taranto, quindi, è diventata un corridoio intermodale fra Cina, Mediterraneo ed Europa del Nord, ma la Sicilia con i suoi porti è esclusa da tutto a causa della mancanza dell’attraversamento stabile dello Stretto e di una politica inetta ed incompetente.

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