#Autotrasporto, il #Governo deve #fermare le #imprese che non sono in #regola

RCTOLa riunione convocata in settimana dal ministro per i Trasporti Graziano Delrio, che ha voluto incontrare i rappresentanti del mondo dell’autotrasporto, ha aperto il confronto sulle questioni più urgenti per la categoria: dalla competitività delle imprese italiane alla lotta al cabotaggio abusivo; dai tempi di pagamento alla regolarità del mercato e all’efficienza dei servizi della pubblica amministrazione, solo per citare i temi più caldi. Un confronto particolarmente importante alla luce della Legge di stabilità che ipotizza una revisione di spesa anche per il ministero per i Trasporti chiamato ad affrontare alcuni aspetti di forte impatto sulle imprese del settore. Da tempo Conftrasporto, Unatras e Anita, federazione di Confindustria, hanno ribadito la ferma volontà di trovare soluzioni condivise che diano riposte selettive, privilegiando le imprese rispettose delle regole: un percorso avviato in occasione dell’ultimo protocollo d’intesa e che non può restare sulla carta. È giunta l’ora di attuare gli impegni presi a tutela delle imprese italiane che competono nel mercato europeo e che per farlo sono pronte a investire in tecnologie chiedendo, in cambio, che solo gli operatori che rispettano le regole siano i destinatari degli aiuti del Governo. Da qui la richiesta, prima di procedere a possibili tagli delle risorse, di adottare scelte che portino a escludere dal mercato tutti i soggetti irregolari. Una manovra obbligata, da affidare a un Comitato dell’Albo rimesso nelle condizioni di esercitare controlli certi. E obbligatorio è anche intervenire nei confronti di chi continua a “traslocare” le proprie sedi nei Paesi con leggi meno severe e costo del lavoro più basso; contro l’abusivismo nelle operazioni di cabotaggio; per migliorare il trasporto combinato, per non penalizzare i trasporti con eccessivi divieti di circolazione. Sì, dunque, a un nuovo percorso, ma solo se prima sarà dato il semaforo verde alle riforme che da tempo le federazioni invocano nell’interesse del Paese.

Paolo Uggé

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