18 Giugno 2024
News

Coronavirus: Aggiornamento della situazione per i trasporti e la logistica

L’emergenza Covid-19 sta colpendo le aziende di autotrasporto su più fronti.

La sospensione delle attività produttive nel nord-est, non solo nella cosiddetta zona rossa ma anche nelle vicinanze (basti pensare alle chiusure a Piacenza di Lidl e Ikea) sta provocando danni economici diretti alle imprese di autotrasporto dell’indotto.

A questi si aggiungono i problemi legati alla gestione degli autisti, sia che abbiano “transitato e sostato” nella zona rossa, sia nel caso debbano lavorare nelle prossime settimane in zone limitrofe a quelle colpite.

Nel primo caso, il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 23 febbraio prevede l’obbligo per tutti coloro che dal 1° febbraio 2020 sono transitati ed hanno sostato nei comuni interessati dalle misure urgenti per evitare il contagio di “comunicare tale circostanza al Dipartimento di prevenzione dell’Azienda Sanitaria competente per territorio, ai fini dell’adozione, da parte dell’Autorità Sanitaria competente, di ogni misura necessaria, ivi compresa la permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva”.

A questo punto sono le Aziende Sanitarie a dover decidere l’eventuale quarantena o il blocco delle attività del lavoratore. Ma come devono comportarsi le aziende datoriali? Come inquadrare l’assenza del lavoratore? A questo bisogna aggiungere una comprensibile resistenza dei lavoratori che vengono impiegati nelle trasferte in quelle zone.

Tra le altre difficoltà che il settore registra a causa dell’emergenza Coronavirus anche la sospensione dei corsi di formazione per la patente qualificante di autista (la cosiddetta CQC), che potrebbe impedire a molti conducenti di mezzi pesanti di mettersi alla guida, quindi di lavorare.

Per tutti questi motivi è previsto per il 3 marzo un incontro tra le organizzazioni sindacali e le associazioni datoriali dell’autotrasporto, le quali hanno anche chiesto un incontro urgente con il Governo per gestire al meglio la corretta movimentazione delle merci in Italia in un momento tanto delicato.

Nel frattempo, anche il mondo dei porti si organizza per contenere l’emergenza. Questa mattina Assoporti si è confrontata con funzionari e dirigenti di tutti gli scali per scambiare informazioni e cercare un coordinamento su misure condivise, con particolare attenzione ai porti principali, tra cui quello di Genova. Lo scalo ligure, già nei giorni scorsi, aveva annunciato di stare approntando misure per gestire l’emergenza allo scopo di tutelare la salute pubblica senza però bloccare l’attività.

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