Profili penali della circolazione con la c.d. “calamita”

281_polizia_siena_cronotachigrafo_04Il vecchio trucchetto del blocco dell’apparecchio cronotachigrafo per il tramite del magnete potrebbe costare caro non solo agli autisti, ma anche alle stesse aziende di trasporto datrici di lavoro.
Tale operazione costituisce, infatti, una vera e propria manomissione del cronotachigrafo, e integra, pertanto, il reato di “Rimozione dolosa di strumenti finalizzati alla sicurezza sul lavoro”, previsto e punito dall’art. 437 del Codice Penale.
Il succitato articolo dispone che “Chiunque omette di collocare impianti, apparecchi o segnali destinati a prevenire disastri o infortuni sul lavoro, ovvero li rimuove o li danneggia, è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni”.
Oltre alle ingenti sanzioni pecuniarie, si rischia, quindi, anche una condanna penale che può risultare, in base alla gravità dei casi, anche parecchio lunga qualora, ad esempio, la manomissione dovesse portare ad un sinistro stradale.
Negli ultimi anni si è assistito ad un’applicazione sempre più frequente della fattispecie penale, oltre che delle sottostanti specifiche sanzioni previste dal Codice della Strada; ciò, in un’ottica di prevenzione degli infortuni sul lavoro, posto che il cronotachigrafo è considerato a tutti gli effetti uno strumento di prevenzione degli incidenti.
Tratto da: http://www.cseautotrasporto.it/it/news/Profili-penali-della-circolazione-con-la-c.d.-calamita_170.htm

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