25 Giugno 2024
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Carenza Autisti: fenomeno preoccupante e in aumento

La carenza di autisti di veicoli industriali non è un fenomeno che si attenuerà nel breve periodo, anzi secondo una previsione dell’Iru potrebbe addirittura raddoppiare entro il 2028. Oggi, l’organizzazione stima che le imprese di trasporto dei trentasei Paesi sotto osservazione stiano cercando, senza successo, oltre tre milioni di camionisti, cifra che rappresenta il sette percento di tutti gli occupati. Ma il pensionamento di quelli più anziani e la difficoltà di reclutare giovani per il volante dei camion porterà il numero dei posti vacanti a oltre sette milioni entro il 2028. Di questi, ben 4,9 milioni di autisti mancheranno in Cina (ossia il venti percento del totale), 745mila in Europa (17%) e 200mila in Turchia (28%).

Questi numeri emergono da una ricerca svolta su oltre 4.700 imprese di trasporto in America, Europa e Asia. Già oggi, la metà di questi operatori dichiara di avere serie difficoltà a trovare i conducenti, con difficoltà a servire i committenti e impossibilità di ulteriore crescita aziendale. “Non possiamo permettere che la carenza di autisti peggiori. Gli operatori stanno facendo la loro parte, ma i governi e le autorità devono intensificare gli sforzi per migliorare le condizioni di lavoro e l’accesso alla professione”, afferma il segretario generale dell’Iru, Umberto de Pretto.

I dati demografici non mostrano molte speranze per il futuro, poiché solo il 12% degli autisti oggi al volante ha meno di 25 anni, percentuale che in Europa scende al 5% e sale al 17% in Cina. Neppure la componente femminile rappresenta una concreta possibilità, almeno oggi quando una percentuale irrilevante dei conducenti di veicoli industriali è donna. Basti pensare che i Paesi dove questa cifra è più elevata sono gli Stati Uniti con l’otto percento e la Cina col sei percento.

Quali sono i rimedi proposti dall’Iru? Secondo l’organizzazione bisogna intervenire sui fattori che ostacolano il conseguimento delle patenti superiori, ossia l’età minima (che nella maggior parte dei Paesi è compresa tra 21 e 25 anni) e il costo, che in Europa è di alcune migliaia di euro. I Governi devono quindi “facilitare l’accesso alla professione abbassando l’età minima di guida e sovvenzionando i costi di qualificazione”. In Europa e negli Stati Uniti, dove meno del 13% di tutti i lavoratori è sotto i 25 anni, bisogna anche favorire il reclutamento di immigrati.

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