Dal "fronte europeo’ news riguardanti il settore del trasporto merci

europeeSi pubblicano, di seguito, alcune notizie provenienti ‘dal fronte europeo’, riguardanti il settore del trasporto merci e la regolamentazione di alcuni aspetti legati alla normativa sociale e del lavoro.

  • Da Bruxelles

Mercoledì 25 marzo, nel corso dei lavori della Mini-Plenaria del Parlamento europeo, si è tenuto un dibattito in aula sulle condizioni di lavoro, comprese le tariffe minime salariali applicabili al settore dei trasporti.
L’iniziativa fa seguito all’interrogazione con richiesta di risposta presentata dalla Commissione per l’occupazione e gli affari sociali (EMPL) sulle tariffe minime salariali collettive o legali che sono applicabili a tutti i settori, compreso il settore dei trasporti.  Tale parere è stato richiesto a seguito dell’introduzione in Germania della nuova legge sul salario minimo, applicata anche all’ambito dei trasporti, adesso sospesa in attesa di una pronuncia della Commissione europea sulla compatibilità con le norme comunitarie.
Nell’interrogazione si sottolinea come alcuni Stati membri applichino queste norme anche per le imprese estere di autotrasporto per quanto riguarda il salario minimo e i requisiti amministrativi (quale l’autorizzazione preventiva ottenuta dopo aver prodotto idonea documentazione) quando tali imprese effettuano operazioni estere di autotrasporto, come le operazioni internazionali o di cabotaggio.
Tutto ciò potrebbe determinare ostacoli nel mercato unico perché limita la libera circolazione delle merci, dei servizi e dei lavoratori. Si chiede quindi in che modo le normative nazionali possano regolamentare le operazioni estere di autotrasporto tenendo conto del diritto comunitario (considerando anche la direttiva sul distacco dei lavoratori) e le eventuali misure adottabili dalla Commissione per tutelare i diritti sociali dei lavoratori che operano nel settore dei trasporti su strada.
il Commissario ai Trasporti Bulc  ha parlato della necessità di un mercato socialmente responsabile, in cui le misure nazionali non siano discriminanti e vengano applicate nel rispetto della sussidiarietà ma senza contrastare le norme europee.

  • Da Bruxelles

Il 25 marzo 2015 si è svolto un incontro tra i rappresentanti di alcuni sindacati dei lavoratori del settore trasporto merci di Paesi europei, per concordare un’azione comune contro il dumping sociale.
Ne da notizia il sindacato olandese FNV che insieme alla sigla BTB (Belgio),  Solidarnosc (Polonia) e SLT (Romania), si sono riuniti nella capitale dell’UE proprio nel giorno in cui il Parlamento Europeo ha discusso delle tariffe minime salariali collettive o legali e della legge tedesca sul salario minimo, che ha un forte impatto anche nell’autotrasporto, perché interessa pure i camion stranieri che operano in territorio tedesco.
I sindacati europei sostengono la norma tedesca, perché ritengono che sia un freno al dumping sociale degli autisti. Ma ciò non basta: le sigle chiedono la creazione di norme omogenee in tutto il territorio comunitario, il rafforzamento del contrasto all’illegalità e la corresponsabilità dei committenti nella violazione delle regole. E’ da sottolineare la convergenza di posizioni tra rappresentanti di Paesi dell’ovest e Paesi dell’est.
Durante la riunione, una sindacalista rumena ha portato l’esempio di un attivista del SLT, che è stato trovato morto due settimane fa davanti al suo camion. Questo autista lavorava per un’impresa di autotrasporto slovacca viaggiando nei Paesi Bassi, in Belgio e in Francia, senza rientrare a casa dal giugno 2014. Praticamente, ha vissuto nove mesi in cabina.
Nel pomeriggio, i rappresentanti dei sindacati hanno distribuito volantini davanti alla sede del Parlamento Europeo e poi hanno assistito al dibattito in Aula. L’incontro è proseguito anche il 26 marzo.

  • Da Madrid

Il Ministero del Lavoro spagnolo ha annunciato l’elaborazione di nuove norme per il controllo delle condizioni dei lavoratori di imprese che operano in Spagna al fine di contrastare il dumping sociale.
Lo annuncia la Federazione Nazionale dei Trasporti spagnola (FENADISMER) che esprime grande soddisfazione per l’intenzione di portare avanti tale processo legislativo.
Questa regolamentazione (al pari di quella introdotta col salario minimo tedesco) stabilirà un sistema di sanzioni per le società estere in qualsiasi settore di attività, compreso il trasporto su strada, che non dichiarino alle autorità del lavoro eventuali operazioni da eseguire sul territorio spagnolo. Le imprese che intenderanno effettuare tali operazioni, dovranno comunicare di accettare e rispettare condizioni e regole sociali stabiliti nella legge spagnola.
FENADISMER, da tempo, ha chiesto con insistenza la necessità di una nuova regolamentazione sociale in Spagna, che consenta di contrastare la concorrenza sleale che grava sul trasporto merci e si basa sulla delocalizzazione delle grandi imprese di trasporto nei paesi dell’Unione europea con minore costi operativi.
Questo sta già avendo un impatto molto negativo sul business dei trasporti spagnolo (per lo più piccole imprese)  a causa dell’azione “antipatriottica” che negli ultimi anni ha condotto le grandi aziende di trasporto a trasferirsi nei paesi dell’Europa Orientale, licenziare i lavoratori in Spagna, per il solo scopo di usufruire dei costi fiscali e del lavoro più basso.
FENADISMER sottolinea che questa pratica sta comportando anche gravi ripercussioni alle casse dello Stato spagnolo perché queste imprese non pagano le tasse sulle loro attività in Spagna, e per la gran quantità di posti di lavoro ‘spagnoli’ persi .

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