23 Giugno 2024
News

Rimodulati i progetti del MIT previsti nel PNRR

II Governo ha deciso di rimodulare il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza così come era stato approvato da Bruxelles.

Alcuni progetti chiamati in causa sono di diretta competenza del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che ha presentato in Cabina di Regia una serie di proposte.

Le modifiche riguardano alcuni aspetti tecnici, ma gli oltre 39 miliardi di risorse finanziarie da destinare alle infrastrutture e ai sistemi di trasporto saranno comunque spesi, come da programma.

Saranno esclusi dal PNNR – perché non realizzabili in tempi compatibili con la scadenza del 2026 – la tratta ferroviaria Roma-Pescara (che, però, sarà finanziata con altri fondi), due lotti della Palermo-Catania e una parte degli investimenti per l’Ertms (European Rail Traffic Management System). Queste risorse saranno utilizzate, invece, su altri lotti delle tratte Napoli-Bari e Palermo-Catania.

Una nota del MIT ha chiarito, inoltre, che il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha avanzato proposte per ottenere ulteriori 2 miliardi di euro di finanziamenti per rafforzare le misure a supporto delle perdite idriche, del trasporto rapido di massa e dei treni intercity.

Il MIT ha chiesto anche fondi aggiuntivi per 1,5 miliardi sui fondi RepowerEu; di questi 400 milioni saranno per l’elettrificazione delle banchine nei porti per ridurre le emissioni inquinanti.

Fra le opere non in capo al MIT, sarà invece definanziato l’utilizzo dell’idrogeno in settori hard-to-abate, per 1 miliardo; un progetto del Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica.

Sempre in tema di idrogeno e biocarburanti, è stata presentata una lista di interventi, con investimenti complessivi per 14,8 miliardi, per l’estensione del supporto ad iniziative di Hydrogen Valleys, in precedenza escluse per esaurimento di risorse. Altri fondi sono destinati al rafforzamento della ricerca e sviluppo per la produzione di idrogeno verde. C’è, inoltre, il sostegno alla produzione di biocarburanti in raffinerie di petrolio tradizionali, convertite in impianti tipici di economia verde, con l’impiego di materie prime provenienti da coltivazioni agricole non in conflitto con le filiere alimentari.

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